“Avere due anime è una “croce e delizia”, citando La Traviata di Verdi. Florio Pozza è nato in Australia da genitori italiani e solo a 12 anni è arrivato in Veneto: nel suo cuore c’è spazio per due paesi.

Questa doppia identità significa che Florio sogna l’Australia quando è nel Veneto e viceversa. Come nel racconto “I fiori blu” di Raymond Queneau tratto dal famoso apologo cinese: “Chuang-Tse sogna di essere una farfalla, ma chi dice che non sia la farfalla a sognare di essere Chuang-Tze?”.

Il risultato di questo caos apparente è un artista eclettico a cavallo di due continenti e capace di prendere il meglio da entrambi contaminando le due culture. Ad esempio, nella musica il suo stile è il Didgiriblues, un neologismo per indicare l’uso del Didgeridoo, lo strumento musicale degli aborigeni australiani, secondo lo stile occidentale del blues.

In questo suo modo originale di cavalcare due mondi, Florio è cresciuto con uno strano linguaggio che non era italiano ma neanche inglese. E’ nato parlando in casa un linguaggio inventato dove le parole australiane venivano “declinate secondo le forme grammaticali italiane (anzi venete)” dai suoi genitore. “Driving the car”, ad esempio, poteva essere tradotto “Draiva-re el caro” oppure “Park the car = Parka el Caro”.

Il Veneto non è annoverato fra le lingue ufficiali, quelle che hanno una propria grammatica e un lessico ed è piuttosto definito come lingua regionale. Nelle sue varianti è parlato da circa 10 milioni di persone in 6 stati diversi del mondo (Istria, Dalmazia, Romania, Brasile e Messico. In particolare in Brasile, negli stati di Rio Grande do Sur, Santa Caterina e Paranà, ci sono circa 5 milioni di persone che normalmente parlano un antico dialetto proveniente dalle aree di Treviso e Vicenza. Alcune di queste persone si trovano anche in Australia.

Frequentando altre persone come lui, Florio si è reso conto che questi neo-linguaggi misti sono molto più comuni di quanto non si possa immaginare fra gli immigrati, soprattutto in Australia crocevia di milioni di persone diverse da tutti i paesi del mondo. Allora 2 anni fa nasce l’idea del Gruppo Facebook del Dizionario Australo-Veneto.

Nel gruppo si crea insieme e si inventano nuovi giochi di parole e modi di dire che Florio ha pazientemente catalogato e classificato fino a dare origine ad un vero libro. “Dal Social Group al Social Book”, questo è il loro motto, ed ora questo libro è uscito anche nelle librerie come Dizionario Australoveneto che contiene circa 1.200 voci e modi di dire.

Non bisogna prendere il vocabolario troppo seriamente, le traduzioni non sono letterarie e lo spirito è quello di prendersi in giro e di trascorrere piacevoli momenti con amici facendo incontrare due culture così distanti fra loro.

Se siete interessati a sapere qualcosa di più sull’Australia, un luogo magico sicuramente nel Dreamtime di Florio e di molti altri giovani italiani, contattate direttamente Florio che organizza seminari ed è regolarmente invitato nelle università a raccontare delle due culture.