Cosa è il turismo esperenziale? I turisti di oggi sono gli stessi di 10 o 20 anni fa? Come fanno le strutture turistiche a seguire le evoluzioni del comportamento dei turisti?

Oggi siamo tutti ‘digitali’ e cresce l’età media degli utenti Fb a comprova di una sempre maggiore connessione di tutte le fasce generazionali. La rivoluzione digitale ha cambiato molti nostri comportamenti quotidiani, i social network hanno perfino cambiato il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Tutto è accelerato e veloce, spostamenti, comunicazione, lavoro, al punto che per molti si è persa l’esperienza del contatto con la realtà.

Sono ormai nati nuovi modelli di business che partono dal digitale per arrivare alla dimensione reale, al contatto diretto e all’esperienza umana. Imprese nate prima sul web eppoi con sedi reali in varie parti del mondo. Era prevedibile: ogni eccesso porta alla nascita del proprio opposto, come insegna la filosofia orientale di Yin e Yang.

Così, in contrapposizione alla vita veloce nasce e ha successo tutto quello che è Slow – lento, partendo dal cibo con Slow Food fino ad arrivare ad ogni aspetto della vita e anche al turismo. La lentezza è la capacità di sentire lo scorrere della nostra vita attraverso le nostre emozioni. Regalarsi o dedicarsi del tempo è forse la cosa più preziosa che si possa fare, soprattutto quando si è turisti.

Il turismo quindi viaggia su due binari: quello delle grandi organizzazioni (basato soprattutto sul prezzo del viaggio) e quello indipendente di chi trascorre del tempo da solo ad organizzarsi i propri spostamenti. Questo secondo gruppo di persone rappresentano un fenomeno socialmente interessante perché sono mosse da un certo spirito di “avventura”. Non tanto nell’andare incontro all’ignoto, come nel passato quando non si sapeva molto del mondo, quanto dal desiderio di trovare situazioni uniche o riservate a pochi. Situazioni che possano portare ad emozioni da condividere poi fra gli amici e nei social networks.

Questo turista è compresso da due forti esigenze: quella di avere poco tempo e quella di voler riprovare emozioni particolari. Il risultato di questa combinazione sono soggiorni brevi ricercando particolarità di posti famosi (in cui parte delle emozioni sono date dalla fama del luogo) oppure luoghi sconosciuti o poco noti che offrano emozioni particolari.

Ma cosa significa emozioni particolari? Come si comunica con questo turista?

Il turismo esperenziale non è classificabile in modo unitario perché ognuno trova benessere per il proprio spirito e la propria persona in modo diverso. Ci sono fattori comuni come la cura del corpo e la gentilezza con cui si è accolti, ma ognuno ricerca esperienza in campi diversi seguendo i propri interessi e la propria indole. Questo turismo è la somma di tanti individui e non un gruppo omogeneo.

La magia attrattiva di un posto è data da 3 fattori: luogo, persone e creazioni. Natura, storia, cibo, arte e artigianato giocano tutte un ruolo importante e quando un luogo ha tutte queste caratteristiche, allora diventa speciale e può attrarre visitatori. Visitatori che saranno poi i primi a raccontare le loro esperienze sui social e a fare promozione per il luogo stesso.

Camminamenti a piedi, percorsi per biciclette o ippovie, mostre d’arte, mercati artigianali, parchi naturali, cibo locale, monumenti, botteghe artistiche e laboratori artigianali e speciali sistemazioni in luoghi caratteristici. Il nuovo turista cerca emozioni nelle particolarità del territorio in cui arriva e nelle persone che trova, un’essenza data da una miscela di storia, accoglienza e persone che rappresentano l’unicità del luogo.

Per trovare questi turisti il segreto è raccontare storie che possano essere trovate su internet o sui social: fare promozione con lo story telling. Se qualcuno sta cercando un posto magico dove andare, allora quel posto deve farsi trovare con tutte le sue particolarità. Non c’è limite alla L’importante è che le storie siano vere (per non avere un effetto boomerang sui social network) e che siano ben scritte. Una storia deve saper trasmettere emozioni che poi spingono il lettore a voler andare a vedere quel posto e ad incontrare quelle persone.

Ad esempio per sottolineare quanto lo story telling siano importante, citiamo il caso di un articolo su artigiani in mostra a Zagarolo (http://energitismo.com/zagarolo-festival-resilienza-artigianato-2/?lang=it). Una televisione franco-tedesca lo ha letto ed è venuta a fare delle tre giorni di riprese sui luoghi intervistando gli artigiani. Un altro esempio è un articolo su un artista di Segni che ogni mese riceve decine di persone nel suo studio sperso nelle stradine del centro storico.

Il turista esperenziale cerca siti, come quello di Energitismo Specialpeople Specialplaces, che raccontano storie uniche su persone e luoghi che magari non sono noti e che aprono la porta a nuove esperienze. Una strada dove si incontrano artigiani, artisti e ci si può emozionare con la bellezza delle loro creazioni. Dove si scoprono luoghi speciali.

Esperienza virtuale, prima, che poi si trasforma in esperienza reale: questo è il turismo esperenziale.