Città della Pieve è una città fra l’Umbria e la Toscana dal sapore unico, medievale e rinascimentale che riserva molte piacevoli sorprese per il viaggiatore che si aggira fra i suoi vicoli, le sue piazze, nelle chiese, attraverso il mercato del sabato e le sue trattorie. Il tour a piedi in Via Vannucci, schivando le auto in transito, è una esperienza da ricordare (con il traffico chiuso dovrebbe essere addirittura fantastico). Camminando in discesa troverete sulla destra, al numero 90, una insegna in rame con la targa Trattoria ‘Bruno Coppetta’.

Non andate oltre ed entrate.

Noi ci siamo arrivati con la guida di Lorenzo Berna, il nostro partner a Città della Pieve. Essendo uno del posto Lorenzo è stato accolto a braccia aperte, così come lo siamo stati noi, vagabondi venuti da lontano. Appena siamo entrati, ci siamo sentiti come a casa. Ci siamo seduti ad un tavolo in fondo alla sala, vicino ad una vetrina con deliziosi tagli di carne ed al camino acceso.

Una signora in abiti da lavoro, seduta dall’altra parte della sala, vicino alla porta della cucina, parlava con un uomo, anche lui anziano ma pieno di energia, che è subito venuto ad accoglierci. Era Bruno Coppetta, 80 anni che non dimostra, con gli occhi sempre attenti alla ricerca della perfezione del servizio e al benessere dei clienti. Bruno Coppetta è noto in città e, a quanto abbiamo scoperto dopo, anche in tutta l’Umbria, perché la sua trattoria ormai è una istituzione. La qualità di quello che offre, la calorosa accoglienza sua e di tutto il personale, colpiscono immediatamente e rimangono impressi in modo indelebile.

A poco a poco abbiamo approfondito la conoscenza della trattoria e della sua storia. Poco più di 50 anni fa, Bruno e sua moglie Santina hanno rilevato una vecchia trattoria in città per trasformarla in un luogo di grande cucina locale, piena di atmosfera e di grandi ricordi. Città della Pieve è zona di Chianina, famosissima per la grande qualità delle sue carni, e la trattoria di Bruno è il luogo ideale dove poterle gustare.

Ce ne accorgiamo subito dalle selezioni suggerite nel menu. Ogni giorno vengono proposti una gamma completa di piatti italiani per il menu del giorno. Le verdure locali, i funghi (ovviamente) porcini, i legumi, le verdure di stagione (a proposito, provate i cardi fritti), la pasta fatta in casa, tutti accanto ad una straordinaria varietà di tagli di carni chianine. Essendoci seduti vicino il camino abbiamo avuto l’opportunità di ammirare i meravigliosi tagli alla Fiorentina e i filetti carnosi e di guardare lo chef che li prendeva sapientemente per cuocerli sulla brace.

Ho dato uno sguardo alla cucina, grande come una casa con tantissime persone che si muovevano al suo interno: abbiamo poi scoperto che da Bruno ci sono dodici persone tutte all’opera per fare la gioia dei clienti. Ad un certo punto Bruno ci ha chiesto permesso e, davanti al forno per le pizze, si è messo ad affettare un prosciutto dall’aspetto delizioso, mentre Santina è ritornata in cucina a preparare i pici.

Noi siamo arrivati presto e, in poco meno di un’ora abbiamo visto il ristorante riempirsi totalmente sia al piano terra che al piano di sopra. Per me, australiano ignaro, ho avuto la fortuna di essere stato consigliato da un giovane ma esperto cameriere che mi ha suggerito dei tagliolini al ragù di Chianina e porcini e poi, a seguire, semplicemente ‘Gobbi’ (cardi) fritti. Il rosso umbro locale etichettato dal padrone di casa ha superato ampiamente le aspettative e tutto lo staff ha seguito le nostre esigenze con il sorriso ed il garbo che non sempre si riceve ovunque, assicurando che la nostra ‘joie de vivre’ fosse amplificata.

In sala il classico brusio italiano delle conversazioni dei clienti non ci ha disturbati e oltre ad aver mangiato bene abbiamo anche potuto parlare serenamente tra di noi. Quando ci siamo alzati, una stretta di mano da Bruno, un invito per la prossima volta, e, prima di pagare il conto un uomo sorridente ed occhialuto ci ha offerto un sorso di grappa Barricata del Trentino. Era Maurizio, il figlio di Bruno e Santina che, insieme alla moglie Gianna, porta avanti la tradizione di famiglia nella ristorazione.

Non era la prima volta che mangiavamo a Città della Pieve, ma questa è stata la migliore e uscendo abbiamo avuto una certezza: ci ritorneremo. Bruno Coppetta e il suo team lo trovate sul web www.trattoriabrunocoppetta.com o semplicemente passeggiando lungo Via Vannucci al civico 90. Seguite il nostro consiglio: andateci prima possibile e arrivate un po’ prima dell’ora canonica del pranzo: potrete rivivere in prima persona e rivedere, come in un film, quello che io vi ho raccontato.