La cultura del tessuto fatto a mano ha invaso anche la settimana della moda di Milano e, durante i tre giorni della Denim Boulevard, Ilario Tartaglia ha portato i suoi telai in legno ed ha tessuto Denim, Blue Jeans a mano di fronte ad un pubblico estasiato.

La Denim Boulevard è un evento di tre giorni che coinvolge imprese da tutto il mondo per celebrare questo intramontabile tessuto indossato da oltre 150 anni e da diverse generazioni. La manifestazione si snoda fra il museo del jeans, mostre fotografiche e molteplici workshop. Scopo dell’evento è quello di far conoscere al pubblico “il lato nascosto” di un jeans, cioè tutto quello che sta dietro alla creazione del prodotto finale, attraverso un percorso itinerante fra la storia e le varie fasi di lavorazione.

Il primo esempio dei celebri pantaloni da minatore nasce 141 anni fa quando Levi Strauss li ricava da un telone da carro, ma l’dea originale spetta ai genovesi. Infatti, qualche decennio prima, gli ingegnosi marinai di Genova avevano fatto lo stesso con un telo bluastro (forse del fustagno italiano) usato per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto. L’inventiva degli italiani non andò comunque persa, e ne resta una traccia nel nome dei pantaloni da lavoro: infatti si pensa che la parola blues Jeans derivi direttamente dalla frase francese “bleu de Gênes”, ovvero “blu di Genova”.

La trasformazione da indumenti da lavoro nei moderni jeans è avvenuta per gradi. Il primo passo è stato quello di scegliere un tessuto più comodo e meno ruvido sulla pelle, diverso da quello dei tendoni inizialmente usato. La scelta cadde su un tessuto dal caratteristico aspetto blu dalla città di Nimes, in Francia, abbreviato in America come “de Nim”.

Tecnicamente, il denim ha un’armatura di saia a tre ed è realizzato in filato di cotone: la trama è di colore bianco o écru e l’ordito di colore blu. Prima dell’introduzione dei coloranti chimici, il colore blu veniva ricavato dalla pianta “isathis tinctoria” (conosciuta volgarmente con il nome di “guado”) e l’indaco dalla pianta “indigofera tinctoriai”.

Ilario Tartaglia è stato invitato a dare una dimostrazione dei suoi telai da Blue Selvedge, una impresa italiana impegnata nel rilancio della tessitura a mano e nella riscoperta della cultura artigianale.

Intervistato durante l’evento Ilario ha commentato: “E’ stata una emozione. Ho lavorato tutta la vita per preservare una cultura, quella della tessitura a mano, che era stata mortificata dalle produzioni di massa. Oggi il mio sforzo è capito e apprezzato. Oggi la tessitura a mano può finalmente rinascere!”.