Una piazza nel paese, un tegame in rame, un giovane pastore diventano protagonisti dell’antica tradizione del formaggio Scottone a Rocca Priora.

La Sagra dello Scottone anima le fredde domeniche di Rocca Priora, che occupa la vetta più alta dei Castelli Romani in una atmosfera magica. Il formaggio scottone è qualcosa di diverso dai tradizionali formaggi.

Per conoscere i segreti dello scottone, vado al caseificio dove Damiano e la sua famiglia vivono in simbiosi con la natura. Mi allontano dal paese, percorrendo una strada che sembra tagliare a metà il bosco fino a che non compare di nuovo il sole. Ad un certo punto il panorama si apre verso prati e colline dal declivio dolce ideale per lasciare pascolare il proprio gregge.

Li mi aspetta Damiano Felici, l’ultimo di sette generazioni di pastori, una persona moderna ma legata alle tradizioni. Mi accoglie con una gentilezza di altri tempi aprendomi le porte del suo mondo: il camice bianco, gli alti stivali e un volto gioioso mentre mi mostra con orgoglio i frutti del suo lavoro.

Si definisce “l’Ultimo dei Moicani”, lui che fin da bambino ha coltivato l’amore per la natura e per la pastorizia. Quando gli altri cercavano “mestieri comodi” lui ha scelto di conservare la tradizione.

Ho la fortuna di conoscere Damiano da trenta anni, eravamo dei bambini e già condividevamo lo stesso amore per il nostro paese. Ne approfitto per farmi raccontare della tradizione dello scottone roccapriorese.

È un fiume in piena: le sue giornate iniziano alle 3,30 di mattina con la mungitura delle pecore, rigorosamente pascolate nei prati di Rocca Priora. Poi si passa alla lavorazione del latte che viene portato ad una temperatura di 35/36°C a cui viene aggiunto del caglio, un enzima naturale che solidifica il latte. A quel punto decide cosa realizzare: una fresca caciotta o del prelibato pecorino romano.

E’ con lo scolo di queste lavorazioni che si realizza lo scottone! Un siero privato in gran parte della caseina che viene ricotto fino alla temperatura di 80°C e servito in tradizionali piatti di coccio quando è ancora bollente.

Il segreto per un perfetto risultato? L’utilizzo di pentole di rame stagnato per una cottura lenta, che continua anche a fuoco spento, e l’aggiunta di rametti di fico per condensare il siero ricotto. Gustarsi lo scottone da oggi diventerà per me un’esperienza emozionale: conoscere la storia di chi mantiene in vita questa tradizione mi rende il suo sapore ancora più speciale!

A dimenticavo!! Damiano Felici vi aspetta per gustare i suoi prodotti a Rocca Priora e la cosa di cui potete star certi è che ad accogliervi ci sarà un ragazzo speciale!

Riguardo l'Intervistato:Damiano Felici

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Giovane pastore e ‘casaro’ a Rocca Priora