Non mi ricordo di aver sentito parlare Quirino dei Monti Lepini al liceo ma sono sicura che questa costante connessione fra cura del locale e apertura al globale era già nata in quegli anni.

Lo ho perso di vista per un certo periodo e lo ho ritrovato come un giovane sindaco ‘strano’ che si occupava di natura e storia dei Monti Lepini quando tutti pensavano alla plastica e a comprare automobili più grandi. Facevo anticamera per parlargli e mi armavo di pazienza portandomi sempre un paio di libri da leggere. Sapevo che la pazienza sarebbe stata ricompensata da un incontro creativo.

Quirino ha sempre curato il suo campo, Carpineto Romano e i Monti Lepini. Il passaggio dell’attenzione da Carpineto ai Monti Lepini, l’allargamento dell’orizzonte verso i comuni limitrofi è stato pressoché immediato. Un comune di montagna immerso nella natura non può vivere da solo. Come gli elementi della natura si relazionano fra di loro, così i piccoli centri devono relazionarsi per avere più forza e visibilità e fare promozione del loro territorio. E’ l’essenza dell’ecologia della natura e della storia.

“Monti Lepini: sono un territorio molto grande che abbraccia tre province. Abbiamo particolarità diverse fra il versante verso il mare e quello verso la Valle del Sacco, ma abbiamo anche molte cose in comune che in questi anni abbiamo valorizzato. Oggi ci presentiamo con una immagine accattivante, un paniere di prodotti tipici di eccellenza, sentieri attrezzati e un patrimonio storico architettonico valorizzato. Il prossimo passaggio sarà il Parco e la ribalta internazionale”.

Monti Lepini: Naturalmente Storici!

La sua tenacia e positività lo hanno portato a diventare un riferimento per molti sindaci e Quirino è diventato presidente della Compagnia dei Monti Lepini, una società che si occupa proprio di promuovere questo territorio e di cementare sempre di più uno spirito di appartenenza fra i comuni.

“La Compagnia in questi anni ha creato un logo comune, rafforzato l’identità territoriale e ha cooperato con i sindaci sul turismo e sulla promozione del territorio. A livello culturale ci siamo preoccupati di far sentire i Monti Lepini come un ‘bene comune’ dei cittadini ed oggi siamo pronti a fare il salto verso proposte di turismo integrato e unitario.”

Lo scorso anno Quirino è stato scelto come il responsabile della Regione Lazio dell’Expo a Milano dove ha creato eventi di presentazione delle eccellenze regionali grazie ai quali imprese dell’agro-alimentare della Regione Lazio hanno potuto avviare importanti collaborazioni sui mercati nazionali e internazionali. E’ stata un’esperienza talmente positiva che, subito dopo, gli è stata affidata la responsabilità del coordinamento degli eventi per il Giubileo della Regione Lazio e la preparazione della partecipazione della Regione Lazio ad Astana 2017, la città in Kazakistan che ospiterà la ‘Expo intermedia’.

Quirino è un ‘uomo delle istituzioni’ e pronuncia questa frase con il giusto rispetto al significato di rappresentare gli interessi dei cittadini e di valorizzare il loro bene comune. In questo momento sul suo tavolo ci sono i Monti Lepini, che Quirino ha letteralmente nel sangue, e tutti gli incredibili centri del Lazio che hanno una storia e una tradizione millenaria e che possono salire alla ribalta se curati ‘nel cuore dei cittadini’, nell’accoglienza e nella promozione.

La storia era iniziata quando al giovane venticinquenne Quirino viene affidato l’incarico di Assessore alla Cultura di Carpineto Romano, sui Monti Lepini.

Per figurarci il periodo: siamo nella ‘Milano da bere’, nel periodo della speculazione edilizia dove tutti vogliono una casa nuova fuori dal centro storico e si buttano via tutti i ricordi del passato, di quando gli italiani erano poveri. La plastica iniziava ad invadere le nostre vite. Quirino, come suo solito, guardava la realtà dall’esterno e si domandava:

‘Ma qual è Carpineto? Quella vecchia o quella nuova?’

Si stava creando una frattura fra due paesi contigui che corrispondevano a due stili di vita diversi. Un centro storico, in via di abbandono, che stava degradando e un’area nuova senza controllo urbanistico. Il mito del lavoro in fabbrica e il declino dell’artigianato. Una frattura tra una identità cementata da migliaia di anni di storia, e da un papa (Leone XIII è nato a Carpineto Romano), e una forsennata ricerca di un annullamento della identità nella nascente globalizzazione.

“Non ho avuto dubbi. Abbiamo creato il primo festival di artisti da strada nel centro storico, abbiamo rispolverato l’antica tradizione del Palio alla Carriera con corteo storico e gare rinascimentali, e abbiamo iniziato a promuovere la biodiversità dei Monti Lepini”.

Insieme a Carpineto molti paesi dei Monti Lepini hanno la loro rievocazione storica e tentano un recupero della passata identità per aiutare i cittadini in questa fase di stordimento sociale e storico, ma alcune intuizioni ancora non sono state capite. Molti comuni hanno risistemato i loro centri storici ma ancora non hanno compreso la portata socio-economico che possono avere nel rilancio del turismo.

Il Palio a Carpineto ha portato alla riscoperta di tradizioni gastronomiche, come quella del tartufo, artigianali come la sartoria (ne sono nate 7) e turistiche con un nuovo approccio all’arte e alla cultura condiviso dai cittadini.

“Si possono vincere le elezioni anche su una battaglia per riportare un quadro del Caravaggio a Carpineto! Questo è quello che mi è successo quando sono diventato sindaco. Tutto il mio programma era sul turismo culturale e naturalistico!”

Riguardo l'Intervistato:Quirino Briganti

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Coordinatore degli eventi storici, turistici e culturali del Giubileo del Lazio