Pesaro è internazionalmente nota per due uomini. Uno era un magnifico compositore di brillanti e ritmiche opere liriche e ogni anno è celebrato durante il mese di agosto, Gioachino Rossini, il primo compositore jazz nella sua Messa di Gloria. L’altro è stato celebrato molto più recentemente in un’altra disciplina, dove ancora i suoni e i ritmi sono caratteristiche essenziali, la Moto, e lui è Valentino Rossi (gli manca solo la ‘ni’ finale per del grande compositore). 

La spiaggia in estate è ancora un ‘battaglione’ di un esercito di ombrelli, tutti divertenti nei colori del loro ‘capitano’, fila dopo fila dal marciapiede al mare. Gli alberghi sono ancora pieni con un misto di russo, tedesco e inglese, oltre ad una manciata di dialetti italiani. I ristoranti servono un vasto buffet di sapori e il suono delle feste vagabonda nella notte.

Ma se vi trovate presso la Rocca Costanza, in qualsiasi momento dell’anno, a parte la piena estate, e passeggiate lungo Viale Giuseppe Verdi verso spiaggia arrivando a Viale Trieste, vi guardate a sinistra e a destra e difficilmente un persona bloccherà la vostra vista. Per gli italiani che sono arrivati qui 30 anni fa da bambini per le vacanze estive o da giovani in cerca del tempio della discoteca, voi siete tornati in una ‘città fantasma’. Girate a destra verso sud, passeggiate sulla riva degli hotel, chiusi dopo la stagione o serrati permanentemente. Di tanto in tanto si trova un bar o un hotel che combatte per portare un respiro di vita nella strada, ma perché? I turisti hanno disertato Pesaro come hanno disertato Atlantic City negli anni ’70, prima che i casinò la facessero risorgere.

Finalmente si arriva alla fine della strada di questa passeggiata che attraversa la ‘strada della memoria’. E lì sulla vostra sinistra troverete un Taj bianco, un hotel con una torre scolpita di fronte, vicino all’ingresso, e un nome: ‘Alexander ‘. Che cosa rappresenta questo nome inglese? Guardate dietro la torre e vedrete una schiera di soldati rossi.

L’hotel Alexander attira l’attenzione. Guardate nel foyer bianco e passate l’area aperta della zona lounge e della zona pranzo, e i vostri occhi saranno catturati, non da una, ma da dozzine di opere d’arte tutte da artisti differenti. Camminate intorno a questa zona per trovare un armadio pieno di libri e piccole opere d’arte e fotografie, tutte di Nani, Alessandro (Alexander) Marcucci Pinoli di Valfesina, il Conte Nani. Chi è quest’uomo? Che cos’è questo hotel?

Se siete abbastanza fortunati di arrivare al mattino, forse potrete incontrare un uomo elegante seduto davanti ad una tazza di tè, immerso nella lettura. Chiedete alla reception di essere presentati al creatore di questo meraviglioso museo che è anche un hotel. Un po’ di tempo con il Conte e sarete elettrizzati della intensità dei suoi occhi e dallo spensierato senso dell’umorismo, così come dalla sua devozione per l’arte e l’ambiente. Cercate di rimanere un po’, una o più notti, scegliete una camera – ogni camera è una diversa opera d’arte creata come pezzo unico da un artista scelto da Nani.

Arrivate il pomeriggio, magari potere stare seduti vicino alle finestre che si affacciano sul mare e sognare fino all’ora di cena, una delizia di eccellenza culinaria. Un bicchiere o due di vino e poi guardate le stelle sul mare prima di scivolare a dormire chiedendovi se questo è realtà o solo un sogno.

Grazie a Nani, il Conte Alessandro Marcucci di Valfesina, avete trascorso una giornata viva all’interno della rinascita di Pesaro – La Rinascita dell’arte e della buona arte. Rossini ne sarebbe stato orgoglioso.