Fino al 4 febbraio, a Vicenza c’è un’esperienza da vivere che può affascinarvi lentamente. Al piano superiore della Libreria Galla, nel Caffe’ Galla si trova la mostra di Claudio Brunello con una selezione dei suoi lavori degli ultimi anni.

Ha scelto il titolo ingelese ‘Happy’, e non ‘Felice’. Per capire il perché dovete visitare questa ‘espressiva scrittura artistica’, sedetevi con un caffè e leggete la sua guida ‘Il fascino della parola nella foto’.

Per la maggior parte di noi capire Claudio Brunello come artista è ‘una curva di apprendimento’ stimolante. La sua precedente mostra a Bassano del Grappa aveva messo in evidenza gli ‘Identity Container’, scatole di plexiglas trasparente contenenti lettere, parole, note musicali che avevo chiamato con nomi come letter box, music box, colouring box. Eppure, allora Claudio ancora non aveva afferrato la mia attenzione. Non avevo capito il rapporto che ha la parola scritta nell’arte.

In questa mostra ha ancora una volta disegnato sulle parole scritte, parole di arte. Per esempio, dando seguito ai Identity Container, un’opera contiene una mensola visiva con tante parole scritte, ognuna con un colore, in nero su un quadrato trasparente di plastica incolore. Il lavoro è, naturalmente, titolata ‘Colore’. Vicino ad un lavoro contenente pezzi di materiali diversi scrive ‘ACCIAIO’ – il titolo è ‘Elementi’. Ma non stiamo rendendo giustizia alla mente e alle opere di Claudio Brunello.

Abbiamo cercato di interpretare le altre opere, ma ogni volta abbiamo avuto bisogno della voce guida e della mano del maestro delle “Parole di Arte”. A poco a poco, girando per la mostra forse per la quarta volta, ho iniziato a capire che Claudio Brunello ha una storia d’amore con la descrizione intellettuale. Egli vede una scena come la vediamo noi e poi apparentemente la decostruisce nelle sue parole descrittive, frasi e lettere. La sfida per lo spettatore è quella di viaggiare indietro lungo le tracce della sua mente per apprezzare la ‘bellezza’ degli acronimi artistici.

 

Il lavoro che ha dato il titolo della mostra era costituito da un cilindro bianco sul quale erano scritte molte ideologie e forme di ‘governo’. Una rappresentazione di un uomo che può scorrere su e giù sul lato del cilindro ha una mano sul ‘repubblicanesimo’ e l’altra su ‘Repubblica islamica’. Claudio spiega che l’umanità vive in qualsiasi ideologia e l’uomo cerca sempre di essere ‘felice’ nella sua esistenza. Forse Claudio ci sta dando una visione cinica della realtà della vita umana.

L’opera di un artista è per antonomasia portatrice prioritaria d’immagini. Nel mio tariffa arte, Spesso E contaminata, Occupata, Condivisa con La parola scritta Che Oltre al significato semantico si appropria di un Aspetto Che Gli fa Assumere forma visiva e forza espressiva.

Un modo piacevole di trascorrere una pausa caffè nel centro storico di Vicenza, sfidando noi stessi ad imparare le musiche scritte che Claudio Brunello suona con le sue “Parole di Arte”.