BONATO, BUCCO, CARON, SPIGAROLO - Bossa Buffona


  • BONATO, BUCCO, CARON, SPIGAROLO - Bossa Buffona
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Energitismo Insight

La tradizione dei boccali-scherzo per il consumo di vino ha più di qualche secolo e si trovano diverse forme in tutta Italia. Il primo esemplare italiano in maiolica di “bevi se puoi”, come vengono chiamate, è una tazza del tardo quattrocento.
La tipologia del “bevi se puoi” detta anche “a inganno” è varia: se ne trovano a forma di ciotola, di coppa, di fiasca anulare, di cestello, di caraffa con sifone. Molte venivano realizzate per gli sposi che dovevano bere contemporaneamente dai fori mentre gli ospiti ridevano e si divertivano, e per questo il nome Buffona.
La caraffa buffona che fa parte della antica tradizione veneta, specialmente della zona di Nove, è diversa dalle altre e richiede una particolare maestria sia nella parte costruttiva che in quella artistica. Sono oggetti molto elaborati con grappoli d’uva, foglie, graspi, rami che nascondono i buchi veri e quelli falsi, richiedono un lungo lavoro nella preparazione e nella decorazione.
La brocca piena di liquido non è utilizzabile come qualsiasi altra perché ci sono buchi ed aperture dalle quali il vino uscirebbe alla minima inclinazione. Il bevitore dovrà quindi ‘capire il segreto’ e ingegnarsi per riuscire a bere. Dovrà aspirare il vino tappando le molte cavità che si trovano fra le decorazioni e i fregi, magari sotto suggerimento di chi sa come affrontare il gioco.
Infatti, i fori, entro gli spessori della ceramica, sono comunicanti e vanno tappati contemporaneamente per evitare di aspirare a vuoto. Riuscire a bere è una impresa in quanto si dovranno trovare i giusti buchi da tappare e questa è una sfida che vale la pena intraprendere. C'erano artisti specializzati nella creazione di questo oggetto di divertimento così amato dagli appassionati.
 
 

Il Creatore

Artists

GINO BONATO,GIANNI BUCCO, GIANCARLO CARON, ADRIANO SPIGAROLO

Grazie ad Energitismo, nel 2014 quattro amici si sono riuniti per rilanciare questo oggetto di culto che era parte integrante delle tradizioni del basso Veneto. Luigi (Gino) Bonato è un pittore decoratore e ha partecipato a mostre sulla Ceramica Artistica Tradizionale. Oggi è in pensione ma continua a decorare ceramiche. Gianni Bucco è nato con il lavoro di pittore ed è felice di questo destino. Da quando aveva 16 anni dipinge secondo la tradizione di Nove sempre per la stessa impresa.

Giancarlo Caron è l’intellettuale del gruppo ed è vice presidente dell’associazione Noveterre Di Ceramiche. Ha iniziato come decoratore e ha cambiato più volte imprese per “contaminare” gli stili ed apprendere nuove tecniche. Adriano Spigarolo è il tecnologo e colui che realizza le ceramiche della Bossa Buffona. Nel 2003 ha imparato le tecniche ed ora è uno dei pochi detentori del “sapere” burlone.

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Location

Italy, NoveTROVACI QUI

La città di Nove è vicina al cuore della zona del Grappa, dove a nord il Monte Grappa sovrasta il paesaggio. Il nome Nove proviene apparentemente dal latino Novus e non dal numero nove come viene inteso in italiano. Infatti il territorio dove la città è ubicata faceva parte del fiume Brenta, pian piano il fiume è retrocesso lasciando un morbido terreno “nuovo” ricco di argilla. Gli artisti di Nove sono risorti grazie alla ceramiche e al vino pregiati come i gioielli. Il loro lavoro può essere ammirato nelle gallerie, bar e ristoranti della città.

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