Può esistere un Made in Italy virtuale?

Smettiamola con le ipocrisie!

 Chiunque abbia un po’ di curiosità può andare a comprarsi un libro sulla contraffazione o leggersi su internet come grandi e piccole imprese truffino il consumatore.

Se si va in un qualsiasi supermercato del mondo si trova del Parmigiano (tipico formaggio italiano che si gratta sulla pasta) a basso costo. Peccato che ci sia scritto Parmesan (che sembra più inglese) e che non sia prodotto in Italia. Ma sulla confezione c’è un richiamo ai colori della nostra bandiera: verde, bianco e rosso. In effetti, per i curiosi, possiamo raccontare che la pizza Margherita si chiama così proprio in onore della bandiera italiana: l’allora regina si chiamava Margherita.

E allora che cosa vogliamo fare? Chiudere tutti i supermercati del mondo? Impossibile. Molti grandi marchi sono coinvolti nella contraffazione e le persone non ne sono a conoscenza. Sono in simbiosi: spesso i grandi marchi pagano i fornitori con stoffe che poi sono “autorizzati” a trasformare in vestiti. Gli stessi vestiti che confezionano per quelle grandi firme.

Allora è tempo di pensare diversamente per rompere gli schemi e capire cosa vogliamo realmente!

La contraffazione e la pirateria saranno combattute dalle forze della giustizia, nel frattempo dobbiamo provare a capire in che modo trarre vantaggio dal fatto che comunque le persone vogliono “mangiare italiano”. Il segreto è far vivere alle persone l’esperienza del vero ”Italian Style”!

Attraverso il rispetto delle regole della qualità, delle origini e con l’aggiunta di tradizioni artistiche, noi possiamo trasformare ogni singolo prodotto in uno di stile e creargli intorno una esperienza da non dimenticare! Possiamo usare l’arte e la cultura nella cucina per illustrare la differenza. Le persone che hanno avuto l’esperienza di un vero ristorante italiano con cibo fresco e ingredienti cucinati con attenzione e gioia dove si gusta con i 5 sensi, molto probabilmente preferiranno comprare prodotti DOC e vorranno venire a provare l’emozione di mangiare in Italia.

E questo accade anche nella moda. Le grandi firme che aprono i loro atelier in Cina o in altri paesi emergenti, non vendono solo prodotti. Vendono una esperienza avvolgente ricreando un’atmosfera di fascino totale.

La stessa cosa può accadere nella tecnologia. Dalle auto alle energie rinnovabili. Lo stile è quello che può differenziare i prodotti. Ogni paese ha il suo stile e questo è riconoscibile. Abbiamo capito quale è lo stile a basso costo: ora cimentiamoci su quello “di classe”! Il segreto è quello di non cercare di risolvere il problema della produzione di energia con un solo prodotto ma entrare nel “lifestyle sostenibile”. Una casa sostenibile è fatta di molti prodotti differenti che devono avere classe, un’anima con armonia, per un vivere di stile e sostenibile.

Certamente possiamo avere delle case a zero emissioni, ma non è detto che sia piacevole viverci. Questo spiega come è nato Energitismo!

Abbiamo applicato questo approccio filosofico alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica e ne è nato un Manifesto (www.energitismo.com) che rappresenta proprio l’essenza dello spirito italiano. Quello spirito che è il cuore degli artigiani che creano opere d’arte tecnologiche – nella moda come nelle auto sportive di lusso – con una cultura che non si ritrova nelle grandi imprese. Bisogna andare nelle PMI, che sono la base di Energitismo, organizzazioni che rispettano l’abilità artigianale combinata con processi tecnologici e creatività artistica.

Per creare prodotti che hanno vero stile, qualità e “un’anima”.