Il museo del costume teatrale di Serrone è un piccolo scrigno dove il visitatore può liberare la fantasia e calcare i palcoscenici del mondo immedesimandosi in questo o quel personaggio. Diventare un ballerino, un conte del settecento, un signore dell’Ottocento o indossare degli abiti che sembrano usciti da un quadro di Mirò.

Il museo del costume teatrale nasce grazie al dono di una famosa costumista del secolo scorso, Bice Minori, che era originaria di questo paesino ciociaro. Bice amava molto Serrone e qui aveva trovato anche assistenti nel suo lavoro di sartoria teatrale che svolgeva a Roma. Ha creato una piccola ‘scuola’ e così si è diffusa la cultura dell’abito di scena che poi ha dato vita ad un magnifico presepe.

Come sempre, infatti, la vita si sviluppa in processi di azioni e reazioni e questa passione per i vestiti di scena è quella che poi ha portato gli abitanti di Serrone a creare uno dei più grandi presepi etnografici. A Natale, oltre 150 manichini con accurati riproduzioni di abiti storici fanno rivivere scene della natività e scene di vita del secolo scorso in Ciociaria.

Ma torniamo al museo del costume di Serrone dove gli esperti di teatro e di sartoria possono rivivere emozioni particolari. Infatti nel museo si trovano costumi indossati da grandi attori in produzioni che alcuni di noi ancora possono ricordare. La maestria di alcune composizioni e l’arditezza di alcuni accostamenti sorprendono anche le menti raffinate.

Bice Minori era stata la sarta personale di Eduardo de Filippo e i suoi vestiti sono stati indossati da Vittorio Gassman e Beppe Barra. Alcuni costumi storici e fantasiosi provengono dall’Orlando Furioso, il famoso poema settecentesco di Ludovico Ariosto, altri dalla Gatta Cenerentola, la prima opera in lingua napoletana di Gianbattista Basile che viene considerata l’ispiratrice della favola Cenerentola di Perrault.

Il museo è ricavato in un edificio del centro storico al quale si accede passeggiando in uno dei borghi più caratteristici d’Italia realizzato in pietra calcare bianca. Dai vicoli si gode di una incredibile vista che spazia da Roma a tutta la Valle del Sacco.

Serrone sorge sulle pendici del monte Scalambra ed il suo ruolo originario era proprio di vedetta e di presidio della strada fra Roma e l’Abruzzo. Una strada usata molto dai pastori per la transumanza fin dal tempo dei Romani.

Oggi la tradizione teatrale e la maestria della sartoria artigianale di grande qualità continua con le nipoti di Bice Minori che la hanno fatta diventare una caratteristica di Serrone.