Una chiesa stracolma di ex-Voto, due processioni ogni anno, una confraternita, una famiglia che ospita una statua e la competizione per diventare il comitato organizzatore: questa è la Festa della Madonna delle Rose a Piglio.

La storia ha inizio nel 1656 quando era in corso una terribile peste e la popolazione del Piglio si affidò alla Madonna delle Rose che la liberò dal terribile male. Era il 30 ottobre e metà degli abitanti del paese era già morta mentre gli altri si ritrovavano a pregare di fronte ad una antica immagine bizantina della Madonna che fece il miracolo.

Le rose appassite tornarono a fiorire ai piedi della immagine sacra e con questo segnale la peste finì e in paese tornò la gioia e la speranza. I cittadini decisero di costruire una grande chiesa sul luogo dove si trovava l’immagine e iniziarono a donare ex-voto.

Visto che il miracolo era riuscito bene, le persone iniziarono a chiedere altre grazie. In fondo molti altri paesi si erano rifugiati nella religione attribuendo la fine della peste soprattutto a San Rocco, ma se i Santi risolvono situazioni specifiche, la Madonna ha un ‘potere diverso’.

A Piglio finita la peste inizia la devozione alla Madonna delle Rose che si festeggia da oltre 360 anni in un modo molto originale e che coinvolge tutto il paese.

Il giorno dopo la Pentecoste, la statua della Madonna viene portata in processione e viene lasciata nella chiesa centrale di Santa Maria. La festa dura quasi una settimana e In quei giorni una famiglia estratta a sorte accoglie una piccola statua in casa e la espone ai fedeli offrendo biscotti e dolci ai visitatori.

La storia mi è raccontata da uno dei membri della Confraternita delle Rose che si prende cura della chiesa e di tutta l’organizzazione. La partecipazione alla Confraternita è molto sentita e ogni anno nuovi spiriti entrano. Ai più giovani e aitanti è affidato il compito di portare a spalla la statua che con la sua struttura pesa oltre 300 chili.

Ad ottobre avviene la processione inversa: la statua torna nella nostra chiesa. E’ allora che decidiamo chi sarà il comitato organizzatore della festa dell’anno successivo. E’ così democratico che funziona da secoli!

Una visita alla chiesa fa fare un salto emozionale. La chiesa è ben curata con la sua lanterna affrescata di azzurro ed è stracolma di ex-Voto, molti dei quali sono incorniciati ed esposti nelle grandi pareti laterali accanto alle lanterne e alle altre immagini che vengono portate in processione. Soffermandosi su alcuni di loro si possono leggere le storie ed entrare nella vita emozionale delle persone.

Due tutine da bambini rivelano una grazia chiesta per una coppia di gemelli. Cuoricini in argento si riferiscono a problemi cardiaci e fazzolettini ricamati rivelano in modo esplicito la storia di chi li ha realizzati.

La sensazione generale è talmente forte che viene voglia di partecipare alla processione e di vivere con il paese la fatica e la gioia di celebrare la ‘liberazione dal male’, dalla peste del 1656 e da quelli che ci affliggono oggi. Per chi non è italiano, questa è una delle esperienze più caratteristiche delle nostre tradizioni.

Ovviamente se andate a Piglio potete riconoscere la chiesa dal suo colore e dalle decine di rose piantate nel suo piccolo giardino di ingresso, un tripudio di fioritura che si ripete tutta l’estate!