Larissa può sembrare un sito inusuale per la grande archeologia. E tuttavia ospita un memoriale permanente all’archeologo omerico Heinrich Schliemann. Non è solo stato l’archeologo che ha “scoperto” Troia, ma anche un uomo la cui vita ha interessato molto storici e studiosi di avventure.

Quindi in che modo Larissa entra in questa storia? Schliemann a malapena è sopravvissuto alla sua prima avventura come mozzo quando la sua nave è affondata vicino ad Amsterdam. È diventato un commerciante di successo e benestante, fluente in diverse lingue incluso il greco antico. Nei suoi primi quarant’anni, dopo un matrimonio fallito a San Pietroburgo, guidato dalle sue sognanti letture sulle culture antiche scritte da Omero, ha abbandonato la sua carriera per seguire il suo interesse di bambino: l’archeologia.

Dopo diversi anni di studi, si è avventurato in Grecia sistemandosi ad Atene, no a Larissa, e ha avuto una carriera di sorprendenti successi archeologici per i seguenti 15 anni, sebbene criticata dagli archeologi più accademici. Troia ha coronato i suoi ritrovamenti, ma probabilmente anche qui ha mescolato reperti di diversi periodi. Tuttavia Schliemann più di chiunque altro ha ritrovato la Grecia antica degli scritti di Omero.

Schliemann si è innamorato della Grecia, attraverso dei colleghi ha trovato una moglie greca appropriata e nel 1870 si è sposato con Sophia, con la quale ha condiviso la sua vita e il suo lavoro fino alla morte solitaria a Napoli nel 1890. Il suo amore per la Grecia lo ha fatto stabilire ad Atene e costruire qui la sua casa ‘Iliou Melathron’ (Casa di Ilio). Il suo studio, progettato dall’ amico architetto Ernst Ziller, è stato probabilmente il centro della sua vita, quando non era sul campo, ed è diventato un’icona protetta da Sofia anche dopo la sua morte.

Con la morte dei membri della famiglia di Schliemann, l’arredamento dello studio è stato acquistato da un medico di Larissa, Giorgios Katsigras. L’abitudine di collezionare antichità non è andata perduta tra la categoria medica, i cui membri di successo non hanno apparentemente mai sofferto di povertà.

Il Dottor Katsigras era un collezionista d’arte estremamente avido che possedeva circa 750 opere d’arte greca del diciannovesimo e ventesimo secolo. Alla fine, per sua volontà, le opere sono state donate alla Galleria d’arte municipale di Larissa. La Collezione G I KKatsigras è probabilmente la più fine rappresentazione dell’arte greca moderna tra i musei e posiziona la municipalità di Larissa come un centro per l’arte greca moderna.

Le opere della Collezione sono esposte al piano terra del museo/galleria. In cima alle scale, a sinistra, se si guarda tutt’attorno si ammira lo studio di Heinrich Scliemann, sistemato come al secondo piano di Iliou Melathron. Il fantasma di Schliemann è comunque solo dato che la sua preziosa biblioteca non è stata ritrovata.

Malgrado questa mancanza, l’arredamento è, per un vero Greco, un promemoria perenne del ruolo di questo archeologo e avventuriero nella storia della sua terra: un nesso tra la Larissa di oggi e l’antichità di Omero.