La storia del reggiseno è incredibilmente connessa con Rocca Sinibalda, vicino Roma.

Rocca Sinibalda, sontuosa e pura nelle forme, si erge svettante al cielo come indefettibile nobildonna. E come donna d’altri tempi serba i suoi segreti. Sol guardandola dall’alto, infatti, scoprirete che ha forma d’aquila. Ma scavando nella storia scoprirete, fra molto altro, che è legata alla genesi del: reggiseno.

Fra quelle stanze dense di avvenimenti anche della grande storia, colme di bellezza, ha lungamente soggiornato la ricca americana che ha ideato il più intrigante e seducente indumento intimo femminile, per l’appunto: il reggiseno.

Caresse Cosby, fascino e intraprendenza. Abbigliata sempre in avanguardia, gambe messe elegantemente e sapientemente in mostra, nel 1914 brevetta il progenitore dei triangoli di stoffa, pizzo, organza e seta che fanno sognare e impazzire uomini e donne. L’intuizione arrivò mentre stava preparandosi per il ballo delle debuttanti, aveva 19 anni. Pensò a due triangoli di stoffa che potessero coprire, sorreggere, insomma contenere senza “soffocare” i seni d’una donna sino ad allora costretti in corsetti che reprimevano il respiro, corazze femminili.

Mary Phelps Jacob, poi Caresse, e non poteva che essere così, era l’eccentrica originale americana sapiente protagonista della vita intellettuale del suo tempo. Sempre a cavallo fra America ed Europa, diede finale insolito a tutta la sua storia, acquistò Rocca Sinibalda, e per vent’anni fu la “carezza” di quei luoghi, sino alla morte che la colse nel 1970.

Nella magnifica Rocca, Caresse, dal respiro lungo e libero, intuì e fondò il “Centro dei Cittadini del Mondo” e l’Associazione “Donne contro la guerra”. Qui invitò e ospitò, da calamita possente quale era, gli intellettuali di spicco dell’epoca: da Gregory Corso ad Allen Ginsberg, da Ezra Pound alla straordinaria amica Peggy Guggenheim.

Tre anni fa un’intrigante mostra ha storicizzato la notizia anche con un bel catalogo illustrato. Molte le foto che documentano i mille personaggi famosi del pianeta che la signora del bel mondo internazionale ha attratto in questo incredibile manufatto dell’Architettura e del Bello italiano.

Aggirandomi per le viuzze, lillipuziane rispetto alle misure ciclopiche della Rocca, ho anche avuto modo di saggiare la deliziosa cortesia degli abitanti del borgo. Una signora mi ha offerto il caffè, un’altra la ciambella appena sfornata… l’altra ancora a sedere dinanzi alla sua casa e una finanche a restare a pranzo… c’era una pasta al forno per la quale non ho aggettivi!

Non dico oltre, sicché ciascuno sia intrigato dal mistero o… dai misteri non svelati!