Per noi italiani il marchio Agro Pontino esiste da sempre ma serviva un logo per farlo riconoscere anche all’estero. La storia della Pianura Pontina e della nascita dell’Agro Pontino sembrano recenti ma affondano le loro radici nei secoli.

Per un particolare destino, nelle coste del basso Lazio, a sud di Roma, si era formata una lunga duna costiera che aveva impedito il deflusso a mare delle acque. La duna si può ancora vedere a tratti a Sabaudia e nel Parco Nazionale del Circeo ed ha un suo fascino particolare, con la sua vegetazione caratteristica della macchia mediterranea.

Dietro la duna si era formata una palude le cui dimensioni variavano nei secoli. Secondo una antica leggenda questa era dovuta alla ira di Giunone gelosa di una delle amanti di Giove.

I primi tentativi di regimentare i flussi con dei canali che raccoglievano le acque provenienti dai Monti Lepini erano stati fatti addirittura dal popolo Volsco. Il nome stesso di Pontina deriva dall’antica città Volsca di ‘Suessa Pometia’, poi sottomessa dal re romano Tarquinio il Superbo. Reti di canali sotterranei si possono incontrare un po’ ovunque.

Durante i romani la palude era ‘domata’ e qui corre la via Appia che collegava Roma con il porto di Brindisi e, quindi, con tutto il Medio Oriente. In questo tratto la via Appia viene chiamata ‘Fettuccia’ perché corre rettilinea per oltre 40 chilometri. Più in alto, lungo la costa dei Monti Lepini, corre la via Francigena usata nel medioevo sempre per raggiungere Brindisi ma in un tracciato lontano dalle pianure infestate da barbari e saraceni.

I nomi dei canali raccontano proprio la storia dei diversi tentativi di bonifica: Rio Martino iniziato dai romani ma con il nome di un papa, Fiume Sisto per il papa Sisto V e Linea Pio VI per un altro papa (per molti anni queste terre sono state governate dallo Stato Pontificio). E infine il canale Mussolini che non ha bisogno di spiegazioni.

La vera bonifica si ha proprio con il periodo fascista quando venne realizzata tutta la rete di canali e organizzato il sistema di idrovore per pompare le acque fino al mare. Per lavorare alla bonifica e per popolare queste nuove terre vennero chiamate colonie di persone dal Veneto, una terra impoverita dal primo conflitto mondiale. Così i nomi dei nuovi borghi e delle strade richiamano incredibilmente monti e fiumi del Veneto che erano stati il teatro di battaglia della prima guerra mondiale.

L’agro Pontino ha quindi una identità unica data dalla geografia del posto e dalla storia. Una storia che si distingue da tutte quelle dei paesi vicini per questo arrivo di popolazioni ‘esterne’ ai luoghi. I veneti si sono perfettamente integrati e amano questi territori ma la loro identità nasce dal lavoro di squadra, dalla cooperazione e dalla voglia di raggiungere insieme obiettivi condivisi.

Il risultato è una pianura fertile grazie al suo passato, alle acque sorgive, al profumo del vicino mare e alla caratteristica geologica. Una terra che da subito è diventata il luogo preferito per coltivare gli ortaggi per Roma, molto ricercati per i loro sapori.

La nascita del marchio Agro Pontino

Le piccole imprese dell’Agro Pontino capiscono subito l’importanza della cooperazione anche da un punto di vista finanziario e nel 1952 fondano la Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Pontino. L’istituto di credito si evolve con l’Europa ma mantiene il forte legame territoriale e decide di favorire la nascita di un marchio ‘Agro Pontino’ proprio per trasmettere meglio l’identità e la qualità delle produzioni agricole della pianura pontina.

L’idea del marchio è stata come un ‘uovo di Colombo’. Il marchio era già dentro ognuno di noi. La qualità dei prodotti dell’Agro Pontino era già nota e riconoscibile da tutti gli italiani ma non avevamo mai pensato di associarla ad un disegno e di utilizzarla tutti insieme. Se si va a leggere i siti di tutte le cooperative aderenti si trovano praticamente le stesse parole sulla storia e sulla identità dei prodotti. Il marchio era già in ognuno di loro, occorreva solo formalizzare un logo.

Questo sono le parole di Maurizio Manfrin, presidente della banca che ha patrocinato l’iniziativa. L’idea di racchiudere le radici comuni degli agricoltori dell’Agro Pontino in un brand è nata in occasione di una missione all’estero di alcune cooperative. Siamo nel 2017 e questa volta 10 cooperative che raccolgono centinaia di piccoli agricoltori decidono di partecipare insieme alla manifestazione Fruit Logistica a Berlino.

Grazie alla storia di questa pianura, le piccole imprese hanno una lunga esperienza di lavoro in gruppo. Sappiamo tutti che lavorare in squadra non è una caratteristica italiana, ma qui è nel DNA delle imprese.

Hanno tutti iniziato nello stesso modo e non ci sono storie del passato a dividerli. Hanno iniziato a creare cooperative di piccoli produttori già dal dopoguerra e questa esperienza ha consolidato la capacità di comprensione reciproca e di focalizzarsi su obiettivi comuni.

La qualità è il vero elemento unificante e la voglia di far conoscere a tutti le particolarità di ortaggi a cui la combinazione del terreno, del clima e della vicinanza con il mare dona un sapore unico. Un sapore che si distingue e che è apprezzato da chef e da chi si intende di cucina.

Berlino è l’occasione per far conoscere al mondo le Zucchine, le Angurie, i Ravanelli Rossi, le Rape Bianche, i Cavoli Rapa, le Melanzane, i Pomodori, i Meloni e gli altri ortaggi dell’Agro Pontino e anche di far conoscere un pezzo dei 3000 anni di storia di questi territori. E non abbiamo citato le insalatine da taglio che da qualche anno sono fra le preferite dai consumatori italiani!

Le cooperative e le imprese che hanno da subito aderito a questo marchio e che si presentano unite sono la Sotea, la Agri Italia, la Agrieuropa, la Cooperativa Baselice, la Cooperativa Agricola, la Cortese, la Ortofrutticola Sabaudia, la Agricola Di Girolamo Gianni, la Mediana e la Pontinatura.

Il cammino è iniziato, il marchio Agro Pontino è pronto a far conoscere al mondo la qualità e il gusto delle sue delizie e l’amore dei suoi agricoltori. Buon Appetito!