Le fiere di Artò e Artissima di Torino, ai primi di novembre di ogni anno attirano visitatori non solo dal Piemonte, ma da tutto il mondo.

 

La qualità delle arti e delle opere sono rinomate per stimolare il senso visivo e sfidare le menti artistiche. Energitismo ricerca queste mostre con l’obiettivo di trovare nuovi artisti e artigiani dalle sorprendenti qualità da poter inserire nelle nostra collezione e scoperte. Quest’anno, ad Artò, c’è stata una mostra di artigiani Pugliesi che ha attirato molta attenzione, anche da Energitismo.

Torino potrebbe sembrare un posto insolito per trovare uomini che fanno tesoro delle sabbie bianche e del calore della Puglia, ma a Torino i creatori pugliesi hanno trovato almeno due motivi per cercare i Piemontesi. Il primo, e il più noto, è Slow Food, una cultura per la quale il sud è rinomato. Qui la creazione di un capolavoro culinario disegna i ricordi sulle sabbie del tempo, freschi frutti di mare e semplici erbe naturali e spezie dall’est. La creazione e il consumo non sono soggetti a fretta superflua, il vero “cibo lento” e i pugliesi si apprezzano mentre mostrano la loro arte in cucina.

Il secondo motivo, una presentazione meno ricordata delle eccellenza della Puglia, la abbiamo trovata questo anno ad Artò. Vi vogliamo recensire solo due delle persone che abbiamo incontrato e proviamo a dimostrare la meraviglia delle loro opere. La prima era una mostra di tradizionali ceramiche da Grottaglie.

Tutti sono rimasti attratti da un ingegnere civile, Antonio Vestita, che adesso si può definire orgogliosamente un ingegnere della ceramica, come il narratore di questa storia. Antonio crea sculture basate su intricati mosaici di ceramica che egli dipinge sempre molto pazientemente nel suo laboratorio. Usa smalti colorati con grande cura replicando e creando disegni storici del passato. Ogni opera è una creazione individuale. Le sue opere in ceramica, esposte in gallerie e musei, sono integrate da strutture tridimensionali per creare riflessi e rifrazioni dei colori.

Accanto Antonio Vestita, con gioia troviamo Antonio Dattis che pazientemente sta intagliando il collo di una riproduzione di un antico liuto. Intorno a lui ci sono grandi lavori di riproduzioni di strumenti musicali, repliche dell’arte e del suono dei più intricati strumenti a corde degli ultimi 500 anni. Le opere di Antonio non sono una coincidenza; conduce profonde ricerche per trovare i disegni originali e le istruzioni per realizzare gli strumenti. Ricerca i suoi strumenti in foto e in antichi dipinti che li rappresentano. Le sue opere si possono trovare in alcuni dei grandi musei e in collezioni. Cercate, e troverete un vero pezzo da collezione.