Subiaco è una splendida cittadina, nella valle dell’Aniene a due passi da Roma, dove è stata riattivata una produzione di carta a mano nel Borgo dei Cartai.

Per secoli queste aree erano state il centro artigianale-industriale dello Stato Pontificio e proprio qui era nata la prima cartiera e zecca nel 1587 da Papa Sisto V. Qui è stato stampato il primo libro in Italia e una cartiera è stata in funzione fino a pochi anni fa, quando una multinazionale ha depredato il know-how e la ha portata alla chiusura. Storia banale nella sua disperazione.

Il declino della cartiera corrisponde a quello del paese e la sua storia è parallela a quella della comunità dei residenti. L’idea della rinascita ripartendo dall’artigianalità della carta a mano viene ad un gruppo di amici spinti da un profondo amore per la cultura e l’arte, spesso alla base di molte tradizioni locali dei centri italiani.

Uno degli artifici di questa operazione è Marco Orlandi, fondatore dell’Associazione L’Elice, che oltre alla sua attività artistica è impegnato nel ruolo di educatore e di stimolatore della creatività individuale.

In un antico mulino ristrutturato, il mulino Carlani, nasce allora Il Borgo dei Cartai, un centro dove la tradizione incontra l’Hi-tech. Un luogo di produzione di carta a mano, un museo con modellini in legno che riproducono gli antichi macchinari e e una scuola per trasmettere cultura e sapere e stimolare la creatività.

Rileggere il passato con le lenti del futuro, questo è il senso di riportare in vita una produzione di carta a mano saltando i danni provocati da una generazione di speculatori. Ripartire dalla qualità e dalla storia per costruire il futuro. Smuovere l’orgoglio di una città, Subiaco, che per secoli è stata uno dei centri di cultura industriale più importanti d’Italia.

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