Pesciolino in Inglese è un “pesce piccolo”, tradizionalmente una piccola carpa usata come esca per catturare un pesce più grande.

Nel caso del ristorante milanese, Pesciolini, l’esca sono gli squisiti “fruits de la mer” – tartare, grigliate o fritte – che catturano il viaggiatore sprovveduto che passeggia lungo i ‘canali’ di Milano. E proprio come un banco di pesci ritorna alla loro zona di nutrimento preferita intorno alle barriere coralline e ai relitti così, una volta catturato, nutrito, sganciato e rilasciato a nuotare di nuovo, il vostro elegante commensale cercherà certamente di nuovo intorno alla barriera Pesciolini, nascosta tra le più grandi strutture della città di Milano.

Nel nostro recente soggiorno a Milano, siamo tornati al Residence Romana e subito abbiamo attraversato le linee del tram per trovare un tavolo di prima serata sul marciapiede, di fronte alla stretta entrata del negozio che è a malapena sufficiente per l’ondosa insegna ‘Pesciolini’. E’ stata una fortuna che siamo arrivati prima del tramonto, perché abbiamo preso l’ultimo tavolo non riservato alla “loro barriera corallina”. Dopo guardando i pesci spada e quelli freschi più piccoli nella vetrina di fronte, abbiamo navigato all’interno passando le ostriche non aperte, di solito, ma non stasera, la delicatezza della mia dolce metà, fino alle insalate di mare, con abbinamenti tradizionali dalla Sardegna e Sicilia su lungo la costa Tirrenica e quella adriatica verso il Veneto.

Con un po’ di incertezza ci siamo accordati su un pinot grigio del Friuli per supportare il processo di selezione. E’ stato sorprendentemente dolce rispetto alle etichette simili, ma finemente equilibrato, abbastanza da aiutare la scelta di una selezione di tartare a base di spada, salmone e tonno, ciascuna equilibrata da una selezione dello chef di insalata di verdure, erbe e spezie, competendo in sapore con le altre e presentata con un sorriso e un po’ di divertimento da Daniele il nostro cameriere friulano.

Il dettaglio dei secondi, una selezione della grigliata e gamberoni, rimarrà un segreto, ad eccezione del piacere con cui sono stati fusi con una seconda bottiglia di Pinot Grigio che è stata sorseggiata e tracannata mentre guardavamo le pazienti coppie che attendevano che liberassimo in modo da poter soddisfare le loro sensazioni aromatiche dalle loro papille gustative, una vera esperienza pavloviana. Ma non è tutto. Per questo viaggiatore c’è un solo dolce, e sì c’è un dio, ed è l’unico dessert che è servito in questo bella ‘pescheria’: sorbetto al limone con vodka.

Dopo questo elogio alle gioie di cenare ai Pesciolini, forse potete rimanere delusi perché non ho intenzione di dirvi dove si trova. Se siete veri ricercatori forse potete trovare questo negozio dei ‘piccoli pesci’, ma speriamo non troppo presto perché gli “abituali” sembrano godere del loro piccolo segreto, e non mi piace stare in piedi a guardare gli altri nella loro succulente rapsodia mentre aspetto il mio turno alla barriera corallina.