Ricordiamo le grandi menti dell’antichità greca per la loro matematica e la loro filosofia. Archimede è uno degli ultimi di quel periodo e, come molti delle figure precedenti, anche la sua vita è stata legata dalla guerra.

L’effetto dei conflitti è quello di dirottare i progetti dei matematici puri di mente verso l’ingegneria per aiutare la macchina della guerra. In realtà guardando avanti, non è così difficile vedere paralleli tra le vite dei grandi inventori, Archimede, Galileo e Leonardo. Ognuno ha lasciato una ricchezza di invenzioni che dovevano essere utilizzate, direttamente o indirettamente, per la guerra.

Archimede, un greco di Siracusa sulle coste meridionali della Sicilia, era un figlio della più potente città greca nel Mediterraneo e probabilmente ‘di alto lignaggio’. Siracusa fu fondata circa 450 anni prima della sua nascita dai Greci di Corinto. Tutte le invenzioni e le dimostrazioni matematiche di Archimede vengono da questa terra finché una spada romana lo immerse definitivamente nella storia, all’età di 75 anni. Archimede ha lasciato poche prove dirette della sua grandezza ma è stato raccontato dagli storici dell’epoca.

Qual è stata la sua grandezza?

Archimede si trova in cima alla piramide dei più grandi matematici di tutti i tempi. A quanto pare ha studiato ad Alessandria dove ha mantenuto continue relazioni, inviando ai suoi nuovi amici nuove soluzioni matematiche e alcuni trucchi per testare la non-così onesti tra di loro. Credeva che la sua opera migliore fosse la scoperta della connessione matematica tra un cilindro circoscritto su una sfera e, a quanto pare, aveva dato istruzione che sulla sua tomba fossero scolpiti questi elementi geometrici.

Ma lo riconosciamo anche per la matematica dei numeri, ora chiamati irrazionali, come la radice quadrata di 3 e π. Archimede è quindi legato all’invenzione del calcolo circa 15 secoli dopo. Eppure, per molti secoli la sua matematica non è stata utilizzata.

Archimede è conosciuto tra gli studenti di tutto il mondo per una sola parola: “Eureka”, in greco “ho trovato” quando si racconta che sia saltato fuori dalla sua vasca da bagno e correva nudo per le strade raccontando come determinare la purezza dell’oro misurando il volume di acqua spiazzato.

Ma sua immortalità è arrivata con la scoperta del principio di Archimede. Le invenzioni legate alla progettazione e all’ingegneria sono ancora riconosciute e ricostruite per ricordare la sua brillantezza.

Percorso di conoscenza al Tecnoparco Archimede

Di fronte al Teatro Greco di Siracusa, in cui ogni anno a maggio vengono rappresentate le tragedie, c’è un altrettanto famoso memoriale delle grandezze del passato: il Tecnoparco Archimede , Parco Museo di Archimede.

Si possono trovare accurate ricostruzioni dell’ingegneria e delle macchine da guerra di Archimede storicamente ricavate da antichi documenti. Perché era la guerra che ha monopolizzato la sua attenzione nei suoi ultimi anni, quando i Romani hanno incessantemente assediato Siracusa per tre anni dal 215 AC.

Ma prima di questo Archimede ha assicurato il futuro al settore inventando la vite di Archimede, ancora oggi utilizzata nella prima fase di separazione della preziosa goccia dai gambi e dalle foglie, così come in ogni altro miscelatore.

Al Parco del Archimede, troverete questa vite e una selezione delle sue macchine più aggressive, l’Artiglio di Archimede, i riflettori solari (sia per la creazione di incendi a bordo delle navi o di accecando i romani che attaccavano) e una serie di balestre e di catapulte per scagliare grandi rocce in mare. Tutte queste armi letali dimostrano elegantemente la sua padronanza della matematica, fisica, meccanica e ingegneria dei materiali.

Girate nel parco e ammirate le sue gesta o sedetevi all’ombra di un albero, mentre ripensate al commento di Plutarco, il migliore biografo di Archimede:

‘Archimede possedeva uno spirito così alto, un’anima così profonda, e tali tesori della conoscenza scientifica, che lui però queste invenzioni avevano ormai ottenuto la fama di più di saggio fra gli uomini, ma non si degnava di lasciare dietro di sé alcun commento e di scrivere su tali soggetti; ma, ripudiando come sordido e ignobili l’intero commercio di ingegneria, e di ogni genere di arte che si presta a mero uso e profitto, ha messo tutto il suo affetto e ambizione in quelle speculazioni più pure dove non ci può essere alcun riferimento alle esigenze volgari della vita’.