Ancora una volta Giove ha mandato il suo splendore sui Monti Lepini e ha permesso a Bacco di mantenere la promessa di un grande raccolto di uva di Sgurgola e di una Festa dell’Uva ancora più emozionante.

Per tre giorni il corso, le vie del centro storico e piazza dell’Arringo sono state affollate di locali e visitatori, provenienti almeno da Stati Uniti d’America, Canada, Australia e Svezia.

Il centro dell’azione è stato il parapetto attrezzato di Piazza dell’Arringo da dove la lontana città di Frosinone e la più vicina Anagni possono essere viste, con lo sfondo dei Monti Ernici coperti da nuvole vorticose, quelle dei temporali, che sembravano un cavallo grigio rampante che nitrisce verso il sud.

Per quelli con un’inclinazione culturale o storica, il centro antico di Sgurgola invita all’avventura, con i suoi gradini e scale: dalla piazza della chiesa di Santa Maria, attraverso l’arco-torre dell’orologio e poi giù fino alla Chiesa di San Giovanni. Poi ancora fino al vecchio campanile e oltre i tanti murales sugli edifici in tutta la città, ogni dipinto con un tema sulle gioie musicali.

Il palcoscenico della festa è stato sistemato in Piazza dell’Arringo per le tre notti di musica popolare creativa della Ciociaria ma anche da altre regioni del sud Italia, Puglia e Napoli sono specificamente ricordati. Il week-end di musica e danza ha cominciato in modo appropriato il Venerdì sera con lezioni di Saltarello, la famosa danza locale, fatte dalle belle giovani di Sgurgola, ragazze di tutte le età vestite nel tradizionale abito Ciociaro.

Le cantine intorno alla piazza, lungo il corso e nel centro storico, hanno saziato la fame e la sete di visitatori con piatti tradizionali ciociari (compreso il Baccala) e vino, per lo più Cesanese o Passerina da Sculca e da altri produttori locali. Mentre la sera avanzava, sulla scena si avvicendavano saltarelli ballati da persone meno giovani e il Sabato sera le danze sono arrivate fino quasi all’alba.

Eppure per molti, sono state soprattutto le belle donne a dare il gusto ai più rinomati alimenti di Sgurgola. Come suggerito da Laura Pace, che ha raccontato la storia della Ciambella ‘Regina’ che sembra una corona, desiderosi consumatori ricercavano pezzi di ciambella da intingere nel vino locale. È interessante notare che il caffè non è stato una voce del menu in questa Festa, per la gioia di Bacco.

Domenica pomeriggio è arrivato troppo in fretta per molti, quando la Piazza dell’Arringo ha visto i frutti della vendemmia esposti nei carri della sfilata dei produttori locali. I grandi disegni dei carri, realizzati con grappoli d’uva, sono stati gradualmente decimati quando i grappoli sono stati dati ‘in pasto’ alla folla mentre i visitatori erano ammaliati dalle storie raccontate dal genio inventivo degli affabulatori dei carri.

Nel frattempo siamo stati avvolti da una banda musicale ‘La sbandata’ con musicisti vestiti di Carnevale che arrivavano da Soriano nel Cimino. Oltre al nucleo tradizionale di strumenti in ottone, i musicisti suonavano strumenti inventati come uno a fiato realizzato con un corno bue, uno con tubi di plastica e un elemento di timpani creato da una grande pentola di metallo con coperchio (sul quale sedeva una scimmia), che veniva sollevato e abbassato al ritmo di un tamburo, e ancora altri non meglio descrivibili.

Una anteprima della serata finale ha visto coppie di un antico gruppo folkloristico di Sgurgola, Le Ciocie, tornare a ballare in un modo simile a una vecchia ‘Barn Dance’ inglese. In questa occasione anche gli uomini indossavano abiti tradizionali, tra cui le semplice ma pratiche calzature, le ‘ciocie’.

Alla cena della domenica, i volontari della cantina mostravano qualche segno di ‘usura’ finché la serata è rinata grazie alla musica popolare degli Hernicantus che ha espresso una grande musicalità in brani emozionanti suonati con strumenti tradizionali del sud Italia, tra cui la Zampogna.

E poi a letto. La Festa dell’uva di Sgurgola: da non perdere il prossimo anno.