Fabio Massimo Frattale Mascioli: un nome così lungo per una persona alta e dallo sguardo profondamente disincantato.

Questo è quello che la vita ha dato a Fabio Massimo Frattale Mascioli, professore all’università Sapienza di Roma ma soprattutto fondatore di un gruppo di ricerca che 10 anni fa era pioniere nel settore della mobilità elettrica.

Con Fabio avevamo immaginato e fondato il centro di ricerca Pomos (POlo della MObilità Sostenibile della Regione Lazio) , un centro che doveva diventare il punto di riferimento per i piccoli produttori di veicoli elettrici. Eravamo antesignani e pochi riuscivano a capire quello che vedevamo.

Da subito tante piccole imprese iniziano a gravitare intorno alla sede/officina di Cisterna, ognuna offrendosi di prendere parte alla trasformazione del mondo e al passaggio dalle maleodoranti auto a “petrolio” alle inodori (ma non ancora profumate) auto elettriche. Un tripudio di emozioni: i migliori cervelli e gli imprenditori più audaci iniziano a gravitare intorno al POMOS.

In realtà (e ora lo capiscono tutti), tutte le case automobilistiche progettavano e realizzavano auto elettriche ma facevano finta di non interessarsene per mantenere competitive quelle a combustione interna. Negli scantinati di ogni centro ricerca si pensava al futuro, ma gli uffici marketing non volevano parlare di questo. Altrimenti non si spiegherebbe come in breve tempo da qualche mese tutti i maggiori marchi di automobili siamo usciti con sfavillanti auto elettriche. Da ricercatori siamo sicuri che le auto non le porta la cicogna!

Fabio Massimo e il suo amico Leone Martellucci fondano la sezione “Pomos competizione sportive” e partecipano con i loro prototipi alle gare fra studenti universitari di tutto il mondo. Leone all’inizio non crede proprio al “full electric” ma la perseveranza di Fabio lo convince e oggi il team Pomos ancora gareggia nel mondo.

Sarebbe una storia di successo, un pioniere che vede riconosciuta la sua visione e rende competitive tante piccole imprese. Ma qualcosa va storto. In Regione si succedono assessori spenti e incapaci di vedere non oltre il domani ma “oltre i dieci minuti”, alcuni sono fermati dalla giustizia altri lo saranno dalla storia. Fabio deve prestare attenzione più ai formulari burocratici che alla ricerca e alcune imprese smettono di sognare in Italia.

La vera chicca è la partecipazione ad un bando del 2007 chiamato “Industria 2015” del Ministero dello Sviluppo Economico. L’idea originale era quella di scommettere su alcune idee imprenditoriali che avrebbero potuto rilanciare interi settori industriali. Fabio Massimo mette in piedi un gruppo di imprese, facciamo riunioni per amalgamare il gruppo e immaginare una nuova vettura sportiva tutti insieme.

Una macchina da far invidia alla Tesla, un’auto che ricordasse i tempi in cui Enzo Ferrari fondava la scuderia.

Le due maggiori protagoniste sono la Picchio di Teramo e la Rainbow SGW, una specializzata in piccole serie di auto e l’altra che realizza i sofisticati cartoni 3 D delle Winx.

Ho visto il risultato in anteprima: un sogno!

Peccato che al ministero abbiano appena assegnato i fondi per l’anticipo del progetto, che molte imprese hanno chiuso e che altre hanno abbandonato. Ma l’idea e il risultato erano validi e sono ancora attuali e si raggiungono grazie alla perseveranza di chi “non molla”. L’Italia non è più un pioniere nel mondo industriale ma alcuni spiriti restano quelli che hanno reso il nostro paese famoso nel mondo.

Fabio si è fatto crescere la barba, ha perso qualche chilo e cammina più lentamente ma dietro le sue parole disincantate i suoi occhi emettono la luce di chi sa che farà qualcosa di unico. La vita è una e va giocata fino in fondo!

Se volete partecipare al sogno di nuove imprese italiane nelle auto elettriche sportive andate al POMOS di Cisterna di Latina o contattate Fabio Massimo Frattale Mascioli all’università: potrete tornare a sognare.

Riguardo l'Intervistato:Fabio Massimo Frattale Mascioli

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Professore all’università di Roma e fondatore di Pomos