Il termine ad hoc è un enigma, un paradosso che significa cose diverse in diverse occasioni. Nella sua forma più pura si riferisce ad una soluzione progettata per risolvere un problema specifico o un compito e non può essere utilizzata per altri scopi.

Ma Wikipedia ci ricorda che ‘ad hoc può significare anche soluzioni di fortuna, l’utilizzo di contesti variabili per creare nuovi significati, una pianificazione inadeguata, o eventi improvvisati’. Nella scienza una teoria ad hoc è una che non è ancora supportata da prove concrete sufficienti – secondo coloro che non appoggiano la teoria. Così, Ad hoc può essere ad hoc.

Tuttavia, il termine “far rete ad hoc” è un sistema di elementi che si combinano per formare una rete che richiede poca o nessuna pianificazione. È qui che abbiamo colto il paradosso, in quanto è stato storicamente dimostrato che tutto ciò che richiede poco sforzo ha una stabilità di lungo termine.

Le squadre sportive sono l’esempio più comune del bisogno di disciplina, rispetto e di un impegno dedicato che possa miscelare il talento naturale di un gruppo di giocatori. E’ solo una volta che questi tre elementi sono stati inculcati, che il ‘gruppo di eroi’ diventa una ‘squadra eroica’. Molti giocatori potenzialmente grandi sono caduti al primo ostacolo della disciplina.

Molti altri falliscono la prova della dedizione, di dedicarsi ogni volta alla formazione, al team building e alla pianificazione di ogni partita. Altri, abituati ad essere adorati per le loro doti naturali, falliscono la prova del rispetto per i loro compagni di gioco e per gli aiutanti del team – il capo allenatore, i dirigenti e i formatori. Il rispetto è una strada a doppio senso per la costruzione del leader del futuro.

Qual’è l’elemento chiave per unire i giocatori in un team reale, una squadra in cui talenti lavorino per il bene di tutti e che possa far nascere i leader del futuro? Non è solo nella forza della filosofia, risuonano forti le parole di Vince Lombardi, il famoso allenatore dei Green Bay Packers degli anni ’60:

  •  “Le persone che lavorano insieme vinceranno, sia contro una complessa difesa di football che contro i problemi della società moderna”
  • “L’impegno individuale in una prova di gruppo – questo è quello che fa lavorare una squadra, una impresa, una società, una civiltà”
  • “Vincere non è una cosa a tempo perso, è un impegno costante. Non si fanno le cose per bene una volta ogni tanto … si fanno nel modo giusto ogni volta nel tempo”
  • “Una volta che un uomo si è impegnato in uno stile di vita, mette la sua forza più grande dentro di lui. E’ qualcosa che chiamiamo il potere del cuore. Una volta che un uomo ha preso questo impegno, niente gli impedirà di avere successo”
  • “Non conta se vieni buttato a terra, conta se ti rialzi (queste parole sono poi diventate parte del manifesto di Nelson Mandela)

Con la risonanza di detti ispiratori, il duro lavoro di team-building inizia con la disciplina, la dedizione e il rispetto stabiliti sotto la guida del capo allenatore, che deve avere il sostegno incondizionato del ‘personale e dei dirigenti’. Quando, come accadrà, un membro del team non riesce ad accettare questo impegno, lui ha perso la squadra. Quando un giocatore o un gruppo di giocatori stanno contro l’allenatore, uno di loro deve andarsene. Questa è la più grande sfida che deve affrontare una squadra, soprattutto nei giorni precedenti il successo, dove i sacrifici devono essere fatti da tutti prima che si ottengano i benefici.

In quei pochi casi in cui il significato puro di ad hoc sopravvive, e non nei sui significati entropici, la squadra … “vincerà, sia contro una complessa difesa di football che contro i problemi della società moderna”. Il risultato è la comprensione – quella rara combinazione di conoscenze e di cuore – e un sorriso tranquillo di realizzazione – mescolato con un applauso caloroso della squadra.

Sembra proprio che il gruppo Ad-Hoc Consilia, creato da Giordano Agrizzi in Veneto, potrebbe aver compreso tutto questo.