Spesso i fattori chiave del successo si trovano in dettagli che sono sotto gli occhi di tutti ma non vengono “visti”: è il caso di Venezia e del legno del Cansiglio.

Qualche mese fa ho potuto comprendere il valore delle corde musicali di budello, ed ho potuto apprezzare la vera musica barocca, e di recente ho imparato il valore dei remi durante i secoli della navigazione prima dei velieri e del petrolio.

L’occasione è stata la presentazione del marchio “Legno Veneto” nato per valorizzare l’uso di essenze locali, provenienti da coltivazioni certificate e controllate, nei mobili realizzati dai prestigiosi mobilifici del Veneto. Ad un certo punto Giustino Mezzalira, di Veneto Agricoltura, elogiando il lavoro svolto dagli imprenditori che sono tornati ad usare le essenze locali, usa alcune paroline magiche per descrivere il legno del Cansiglio: “i remi della battaglia di Lepanto”.

Come tutte le famiglie di emigrati, quando tornavamo nelle nostre terre di origine compivamo dei rituali fissi, ed uno di questi era la visita al Cansiglio e ai Laghi di Misurina e Santa Croce. Le parole di Giustino mi hanno aperto una finestra su un mondo che dovevo approfondire, e questa mi porta direttamente al cuore di Venezia.

La storia della Repubblica è affascinante e centinaia di circostanze avverse hanno contribuito a creare una delle città più magiche del mondo. Per secoli la potenza navale di Venezia ha dominato il mediterraneo orientale e tutti i traffici con l’Asia. Ma come ha potuto una piccola città insulare diventare il centro vitale di scambi commerciali per così lungo tempo?

Un segreto è stato sicuramente la capacità industriale dell’Arsenale, il luogo dove si realizzavano le imbarcazioni, e l’altro nella coltivazione intelligente delle foreste da cui proveniva il legname per realizzare queste imbarcazioni e per tutti gli altri usi urbani (dalle fondazioni delle case all’alimentazione delle fornaci del vetro).

La coltivazione dei boschi nel triveneto inizia intorno al 1200 circa e per quanto riguarda il Cansiglio, dal 1548 la Repubblica di Venezia nominò un Capitano Forestale per la sua gestione che monitorava ogni singola specie del bosco.

L’altezza, la linearità e l’assenza di nodi dei grandi alberi di faggio che crescono su questi terreni carsici erano ottimali per i remi delle galee veneziane (lunghi più di 10 metri) ed erano uno dei segreti della potenza e velocità delle navi della Repubblica. Forse anche fra i segreti della vittoria sui Turchi a Lepanto per il controllo delle rotte verso oriente.

Il Capitano Forestale del Cansiglio doveva annotare l’età di ogni albero e fare una previsione del suo taglio punendo severamente tutti i trasgressori. Il ruolo della foresta era così importante che per legge la figlia del guardaboschi del Cansiglio, pur non appartenendo alla nobiltà, poteva sposarsi con un membro dell’aristocrazia veneziana.

La corporazione dei “remeri”, poi, coloro che trasformavano i tronchi in insuperabili remi, era una delle più importanti di Venezia. Fu sciolta solo da Napoleone, ed ancora i discendenti degli artigiani realizzano le gondole ed i remi secondo le antiche tradizioni veneziane.

Gli artigiani veneti che usano il legno del Cansiglio raccontano in modo originale una parte della storia di Venezia e la fanno conoscere anche a chi passa sui canali per trascorrere un week end romantico senza domandarsi come è potuto avvenire il miracolo della potenza di una città nata per incanto su qualche isola della laguna.