Una visita al laboratorio dei Pupi (e piccolo museo) dei Fratelli Napoli, nella città vecchia di Catania, è un passo in un altro mondo dove il ‘burattino’ prende vita e i creatori non sono altro che servitori dei Pupi.

L’impresa è stata fondata nel 1921 da Gaetano Napoli e oggi è giunta, senza interruzioni, alla sua quarta generazione ed è la ‘realtà più significativa’ del teatro dei Pupi tradizionali di Catania. Come riconoscimento, in cima alle scale accanto alla porta che conduce ai laboratori, vi è una lapide eretta dal Comune di Catania per commemorare la vita e il lavoro creativo di Natale Napoli, il padre di Fiorenzo.

L’orgoglio per la loro arte e tradizione è un segno distintivo della famiglia Napoli. Senza la loro interpretazione fedele della produzione artigianale e artistica del teatro dei Pupi, questa forma d’arte potrebbe essere già morta a Catania. Proprio come “Punch e Judy” è un tradizionale teatro di marionette per gli inglesi, le rappresentazioni dei maestri dell’Opera dei Pupi sono una fiera tradizione della Sicilia.

I “pupari” sono gente di teatro vero. I pupari dell’Opera dei Pupi hanno per i pupi lo ‘stesso rispetto che viene dato ad ogni bambino’.

La famiglia dei Fratelli Napoli “dà vita” ai loro Pupi per creare spettacoli che combinano l’eccellenza della tecnica con un vero pathos – quello delle vere Opere italiane. In origine i Pupi erano creazioni di circa 130 cm con un peso di oltre 20 kg, nell’ultimo secolo si sono ridotte. Considerando che un’opera può durare due ore, non è sorprendente che i pupari siano paralizzati dalle esigenze dei pupi. Oggi i Pupi sono interamente realizzati a mano da Davide Napoli con il suo set di strumenti tradizionali, pesano un po’ meno e sono più corti, ma l’effetto è altamente emozionale.

Il padre Fiorenzo è il maestro dei Pupi e l’amorevole custode di questa forma d’arte, della storia e delle reliquie. Si è offerto di mostrarci come ogni marionetta è diretta. Ha scelto un bel cavaliere mentre Davide ha indossato scarpe speciali. Mentre Fiorenzo ha parlato, recitato e cantato, Davide rendeva l’azione con un abile controllo del burattino, producendo con le sue scarpe di legno il suono di grandi passi, di colpi di spada sullo scudo e l’eco di conflitti.

Per ogni spettacolo sono necessari dieci membri della famiglia: ogni personaggio richiede due esecutori per la voce e le azioni. Ogni performance è un’esperienza e un’emozione drenante e Fiorenzo, con il segno di una lacrima dall’occhio, ha compiuto oggi un altro passo per proteggere i Pupi dal diventare una ennesima forma d’arte oscurata dai media elettronici.

Cercateli sul web all’indirizzo www.fratellinapoli.it, visitate il laboratorio o ancora più importante, fate un passo indietro con la memoria e andate ad assistere ad uno spettacolo dell’Opera dei Pupi.