L’aumento delle distanze fra ricchi e poveri porterà a ridisegnare i modelli di business anche nel settore dell’energia. E’ possibile prevedere un driver comune che spingerà entrambi i gruppi consumatori a chieder nuove soluzioni: la voglia di indipendenza.

Se le bollette aumentano, aumenta anche l’odio nei loro confronti. E non dimentichiamoci che oggi le bollette sono usate anche come strumento di controllo e riscossione tasse diverse. In Grecia l’ultima odiosa tassa sulla proprietà immobiliare è stata contabilizzata direttamente nella bolletta energetica! E questo ha contribuito ad accendere ancora di più le rivolte di piazza. Come uscire dalla spirale degli aumenti? I ricchi vorranno avere case sempre più cool e tecnologicamente sofisticate con oggetti di arte ed energia (www.energitismo.com), mentre che cosa puo’ fare il 99%?

Una cosa è certa: produciamo più energia di quanta ci serve, la utilizziamo male e spesso la produzione e l’utilizzo non sono in sincronia e abbiamo bisogno di sistemi di accumulo. In questo modo, abbiamo a disposizione una serie di “eccessi” che possiamo mettere in condivisione con altri. E se allarghiamo il concetto di energia a quella “umana” e alle cose (che possono essere classificate in base all’energia “embedded”) allora lo scenario si allarga e aumentano le possibilità di condivisione.

Ogni volta che c’è condivisione, allora nascono nuovi modelli di business.

Per fare esempi pratici di condivisione possiamo pensare al mobility sharing (che è un concetto che supera il car sharing) o al car pooling che mette in condivisione la propria auto. E tutto questo grazie alla tecnologia digitale degli smart phone che permette di monitorare costantemente lo stato delle cose e delle persone.

Ma si potrebbe mettere in condivisione solo la batteria dell’auto elettrica, magari con una utility. In questo modo si fornisce energia all’utility durante le ore di picco (ore pregiate e quindi costose) e la si prende durante le altre ore (con meno richiesta e quindi più economiche). Così facendo si potrebbe arrivare ad avere un bilancio in cui non sono azzerate le spese di gestione dell’automobile.

Ma tutto è più divertente quando entra in gioco l’energia umana. Che ne facciamo di quella energia prodotta dal passaggio delle persone attraverso i tornelli della metropolitana di Tokyo? E dell’energia prodotta dalla pista da ballo della discoteca di Rotterdam? E cosa dire delle palestre in cui sudati sportivi producono energia con lo spinning? Potrebbero avere sconti sul mensile della palestra se raggiungono una certa soglia di produzione? E se lo facessimo in un condominio? Magari basterebbe preparare torte a quei volenterosi che pedalano per annullare le spese condominiali!

Certamente si! E questo apre a tutta una nuova serie di relazioni in cui l’energia assume un valore di “merce di scambio”, quasi fosse un baratto. Estremizzando e stressando questo concetto si arriva alla POP ENERGY: l’energia distribuita divertente.

Ma mentre posso scambiare file con tutte le parti del mondo, la convenienza energetica si realizza con la prossimità geografica: fra vicini di casa. Allora potrebbero nascere convenienze ad associarsi in poche famiglie e realizzarsi da soli delle smart grid. Si potrebbe avere un unico contatore di ingresso con la rete e ripartirsi i vantaggi all’interno del gruppo.

E la condivisione non finisce qui!