Gli sci di Franco Sonzogno “sono come violini”, ha detto sua moglie Angela appena li ha provati la prima volta. Sci che il marito le aveva preparato con infinito amore usando il legno delle gondole di Venezia.

E così sono nati gli ‘Sci Stradivarius’ (dal nome del famoso liutaio) e nel 2000 un club che comprende gli appassionati della montagna e dell’arte, che oggi raggruppa 350 membri nel mondo.

Franco tu sei un uomo dalle mille risorse: dopo una vita trascorsa in Telecom sei diventato il creatore dei famosi sci ‘Stradivarius’ conosciuti nel mondo….

Sì, la vita sorprende e la mia è stata proprio inaspettata: sono nato diverse volte. Avevo sempre amato la montagna, che frequentavo solo d’estate con i miei familiari, ma non potevo immaginare che sarebbe stata il mio destino. A 25 anni, con il primo stipendio, mi sono pagato il primo corso di sci e a 50 il corso per realizzare il primo paio di sci!

Come regalo per i miei 50 anni, infatti, mia moglie Angela mi ha offerto un corso di “ski-man” a Biella, perché voleva che realizzassi un paio di sci sicuri per noi. Al tempo, la sicurezza in questo sport non era un concetto diffuso ed eravamo insoddisfatti di quello che trovavamo.

Gli ‘Stradivarius’ nascono dal sogno di creare sci che fossero come uno strumento musicale: che trasmettessero la sensazione di volare e che potessero essere “ri-accordati” per essere sicuri e divertenti.

Quale sapienza racchiudono i tuoi sci? Quale collegamento con le gondole di Venezia?

E’ impossibile descrivere il tempo e la dedizione che impiego a costruire un paio di sci. Il progetto prende vita dalle mani di quattro artigiani che collaborano con me: io lo creo come idea, loro costruiscono le parti distinte che io assemblo rispettando i giusti tempi dell’accoppiamento e delle colle del legno.

Usiamo quattro tipi di legno, tra cui faggio e frassino, che deve essere stagionato a lungo e per questo mi sono avvicinato al mondo delle gondole. A Venezia, sull’isola della Giudecca ci sono gli unici due laboratori che ancora costruiscono e riparano le gondole impiegando legni stagionati, anche, di 50 anni. Io mi rifornisco da loro e questo legno veramente stabile mi permette di raggiungere livelli elevati di perfezione nella creazione degli sci.

Che emozioni trasmettono a te e ai tuoi clienti gli ‘Stradivarius’?

I miei sci sono opere d’arte, che ricordano le curve di una donna oltre a quelle di un violino. Mi trasmettono gioia, voglia di divertirmi e vitalità. All’inizio gli ‘Stradivarius’ li ho creati solo per me e mia moglie Angela, oggi sono felice di sapere che vengono calzati da molti sciatori nel mondo e perfino da alcuni reali.

Per renderli unici, poi, ogni paio di sci è studiato con grafiche particolari esaltando la combinazione dei colori. Dalla collaborazione con Lucio Bubacco, maestro del vetro di Venezia, abbiamo ideato anche una linea speciale dove sono rappresentate le sue opere d’arte.

Ho creato anche una base di appoggio che permette di poter esporre gli sci quasi come scultura. Queste basi sono dipinte ad olio dal pittore Gianni D’este, in arte ‘Widmann’. Gli sci e la base, quindi, sono come un’opera d’arte che il cliente si può tenere in casa e ammirare in ogni istante!

Gli ‘Stradivarius’ sono espressione di stili diversi e di epoche diverse: richiamano in ogni centimetro Venezia. Sono sci romantici ma tecnologicamente avanzati. In loro, tutto è armonia.

Riguardo l'Intervistato:Franco Sonzogno

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Amante della montagna e costruttore degli sci Stradivarius