Siamo tornati a Trani per goderci il concerto di Nicola Piovani al Fuori Museo, all’aria aperta di fronte alla spettacolare cattedrale di San Nicola Pellegrino.

Il concerto fa parte del programma ‘Fuori Museo, Eventi d’Estate’ organizzato dalla Fonazione SECA che gestisce il Polo Museale di Trani.

Dopo una serata di musica coinvolgente e una cena iniziata ben oltre la mezzanotte, il giorno seguente ha portato poca attenzione ai travagli di scrittura creativa, e fino al tramonto sono andato alla deriva in città e passeggiavo sul belvedere per ammirare l’ultimo tramonto sulla cattedrale.

Il porto di Trani è un piccolo gioiello, con la sua flotta di barche da pesca e il nastro continuo di ristoranti che avvolgono le acque tra le braccia. E che sprigionano, dalle loro cucine, l’aroma delle pescato delle barche ormeggiate al poto nella zona del molo più vicino alla cattedrale.

Mentre camminavamo sul belvedere, sempre più persone stavano arrivando sul porto, ora chiuso al traffico. Per rilassarci abbiamo ricercato un caro ricordo dalla nostra ultima visita, eppure era solo un bar. Il Bar Caffe Nautico di Paolo si trova più seguendo i suoni di Haydn che la segnaletica e mentre ci avvicinavamo allo stretto ingresso, siamo stati accolti calorosamente dal proprietario seduti ad un tavolo libero di fronte al bar. Un momento dopo è ricomparso con mio biglietto da visita Energitismo, conservato dalla nostra una visita precedente.

Paolo riconosce istintivamente che forse Haydn non è l’accompagnamento ideale per un rinfrescante bicchiere di eccellente rosato locale e subito la marcia da Aida risuona attraverso il cielo della sera. Nella mia mente già vedo elefanti e giraffe, tra un viale di creature di Noè, passarmi di fronte lungo il molo.

Alla nostra destra, in basso sul molo viene arrangiato un tavolo per chi vuole leggere le carte e, credo, per il piacere di conoscere il proprio futuro attraverso i Tarocchi. Il veggente è seduto e aspettato paziente con la schiena verso il mare.

Aida cambia in Tosca, e arriva ‘E lucevan le Stelle’, forse cantata da Placido, o mi sbaglio, Carreras?

Il primo bicchiere di rosato è intramezzato da olive locali, quando Paolo mette in evidenza la sua offerta per questa sera, una delizia locale di cozze, patate, formaggio e, forse, cipolla di Zapponeta e pomodoro. Può sembrare un po’ ordinario in inglese ma in italiano mescolato con l’abilità artistica e artigianale dello chef, proprietario, sommelier, afficianado dell’opera, è un’opera d’arte culinaria ideale per questa sera.

Appena sotto la nostra sinistra una piccola macchina della polizia locale arriva con le sue due luci blu brillanti. Mi impressiona come uno dei poliziotti sembri una piccola versione di Montalbano. Si allontana verso i ristoranti, mentre un giovane poliziotto alto e magro è lasciato a sorvegliare le folle di residenti e turisti, e per proteggere la proprietà automobilistica della città. Non ha fondina.

Un ciclista arriva e cominciano a chiacchierare, mentre l’ufficiale orgogliosamente indossa il suo cappello e la camicia a maniche corte dell’uniforme estiva. Due persone brillantemente vestite, possibilmente da una linea di sangue senegalese, sono accolti dalla gendarmeria e un altro gruppo di giovani di Trani passa in bicicletta salutando e chiamando.

Mi attraversa una sensazione di caldo, quella di essere a Trani questa sera in cui i giovani locali e quelli provenienti da tutte le parti e anche apparentemente di tutte le religioni, vivono in pace e buona volontà. A poco a poco il molo si riempie di venditori con le loro merci e ci sono molti passeggini, mentre i ristoranti vicini cominciano a riempirsi.

Ci vengono offerte alcune fresche deliziose pesche locali di una varietà ‘vecchio stile’, raccolte e offerte a perfetta maturazione. Il nostro ospite dimostra la sua preferenza per Carreras con un CD di musiche di Verdi, ma anche con uno per gli amanti dell’operetta austriaca, ‘Tu sei la gioia del mio cuore‘ da ‘Il paese del Sorriso’ di Lehar, una scelta adatta per questa serata. Un’opera da brivido, Donizetti e ‘Una furtiva lagrima’, che io condivido lungo la guancia, e quindi ‘Un bel dì vedremo’ per Butterfly. Un altro sorso.

Praticamente nessuno fuma, ma a giudicare dal numero di carrozzine e passeggini, i giovani di questa città hanno qualcosa di meglio da fare con il loro tempo libero, e apparentemente i bambini sono felici, non piangono, non urlano, solo la musica riempie l’aria della notte.

Finendo la seconda rosato notiamo che il calore fa parte dello stile di vita di questa città. Lo stile di vita di Trani è proprio ‘nell’arte della vita’.