Nella piccola cittadina di Nove, in provincia di Vicenza, si è giunti alla 18° Edizione della Festa della Ceramica, un appuntamento internazionale a cui partecipano artisti da tutta Europa. Gli eventi sono programmati dal 5 fino al 24 settembre 2015.

Un caffè con Michele Barbiero, presidente dell’Associazione Nove Terra di Ceramica, mi ha permesso di capire l’entusiasmo e gli intenti che animano la manifestazione, costringendomi, per così dire, ad innamorarmene!

Michele è un architetto e professore di Nove, che ha viaggiato e vissuto in altri paesi; appassionato di arte, di giovani e della vivacità culturale che anima i luoghi. Una ventina di anni fa, passato il grande boom dell’industrializzazione di massa, un gruppo di amici ha deciso di aiutare la comunità a compiere un passo nuovo. Si doveva accompagnare la transizione dalla produzione di massa a quella di pezzi unici o serie limitate: potremo dire quasi un ritorno all’artigianato. E’ nata cosi l’Associazione Nove Terra di Ceramica.

L’Associazione è nata per catalizzare l’attenzione sulle piccole produzioni di qualità e per permettere agli imprenditori di incontrare artisti da tutto il mondo e appassionati. In questi 18 anni sono stati raggiunti traguardi importanti in termini numerici ed il livello raggiunto merita un viaggio a Nove in un fine settimana immerso nell’arte della ceramica.

 

Il paese durante la Festa della Ceramica

La fortuna di Nove nasce grazie ad un banco di argilla e alla vicinanza con Venezia che assorbiva gran parte della produzione e che, con le sue richieste di qualità, ha contribuito ad elevarne il livello. Nel momento di massima occupazione il paese aveva semafori per le biciclette e le fabbriche prevedevano dei turni lavorativi, in modo da non avere troppo traffico.

Per questo, il momento clou della Festa della Ceramica, è rappresentato dall’appuntamento Portoni Aperti, dove è possibile visitare gli antichi laboratori. Si tratta di un suggestivo percorso per le vie del paese, alla scoperta dell’antica arte della ceramica, che da secoli continua a contraddistinguere Nove.

Stand di artigiani e artisti occupano le strade del centro mentre laboratori e happening animano la città creando un clima che è proprio quello di una Festa.

E’ difficile raccontare un territorio ricco di sapere, dove vecchio e nuovo convivono, con la possibilità che ciascuno professi la propria verità (o convinzione, appunto) personale e inamovibile. Quest’anno più che mai l’intento della Festa è quello di superare le vecchie tradizioni, appoggiando una visione contemporanea, ovvero “essere per il SENSO DELLA TRADIZIONE, ma non per la forma”, con il rischio, viceversa, che si creino dei vuoti formalismi.

Un suggerimento accolto dall’associazione Energitismo che da due anni lavora per rilanciare la tradizione della Bossa Buffona, una caraffa “bucata” da cui sembra impossibile riuscire a bere, che veniva usata come regalo nei matrimoni e per divertirsi fra amici. La Bossa Buffona è stata riletta in stili diversi e durante la Festa si potrà tentare di bere nello spazio della Associazione.

 

Le mostre in corso

Due sono le parole chiave che Michele Barbiero ha sottolineato: MESTIERE e ARTE.

Non sempre accade… ma i due termini si sovrappongono, si intrecciano, si contaminano.

La mostra “Il mestiere dell’Arte” con Isabella Breda e Pasquale Difonzo, nel mulino Antonibon Barettoni Bortoli, e la mostra “Tutto tu doni al pian nulla ricevi”, presso lo spazio Terramica, dove esporranno i giovani artisti Francesco Ardini, Pasquale Difonzo, Giorgia Fincato, Pol Polloniato, Alberto Scodro, Silvia Stefani.

“MetroQuadrato” è invece la parete-manifesto adiacente la Piazzetta Museo Civico, pensata e realizzata dagli allievi del Liceo d’Arte di Nove: pensieri e volontà che diventano segni-disegni-oggetti. L’importanza dei giovani e delle scuole come dinamici centri culturali è testimoniata anche dalla partecipazione del Liceo d’Arte di Este, che esporrà delle opere nel brolo Barettoni.

Più legata alla tradizione, invece, la Mostra “Cibo & Ceramiche” presso l’Anticolo Mulino Baccin Cecchetto Stringa, per la quale sono stati selezionati alcuni pezzi prodotti nel XX secolo con decorazioni correlate al cibo.

Molti altri eventi e collaborazioni in programma, facilmente consultabile qui.

Impressioni di un Settembre ricco, ricchissimo di creatività, apertura e scambio artistico e culturale. Ed infine, con l’immagine reale e metaforica dei portoni novesi aperti.

Riguardo l'Intervistato:Michele Barbiero

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Architetto, presidente dell’Associazione Nove Terra di Ceramica