Stavamo guidando lungo una strada sterrata nella pioggia cercando aree per cavalcare in Umbria. In un’area a confine fra Umbria, Toscana e Lazio ci siamo ritrovati nel mezzo del nulla in quello che un tempo era il Ducato di Salci.

Siamo passati attraverso uno stretto arco fra mura merlate e ci siamo ritrovati un una piazza rettangolare circondata da edifici. Questa era il centro del Ducato di Salci abbandonato totalmente da almeno 20 anni, da quando l’ultimo residente, il prete della chiesa di San Leonardo, è passato a miglior vita. E’ tutto in vendita e i cittadini di Città della Pieve sperano che si faccia avanti qualcuno che lo riporti all’antica gloria.

Alcuni chilometri oltre la strada sterrata e dopo esserci ricollegati alla strada per Fabro, siamo arrivati all’Agriturismo Il Felcino, una proprietà di circa 80 ettari conosciuta per le sue strutture equestri e per la varietà di passeggiate a cavallo che si possono fare in Umbria. E’ un centro regionale e ci sono ippovie che attraversano boschi, campagne e aree archeologiche.

Abbiamo guadato il torrente che scorre attraverso un piccolo sbarramento in cemento e siamo arrivati alle scuderie interne, idonee per circa 25 cavalli, e dotate di un campo di esercizio al coperto (ideale per questa giornata invernale umida).

La scelta del tempo è stata perfetta. I cavalli del centro vanno da un piccolo pony albino fino ad un grande Frisone “Bucefaliano”, una razza che originaria del nord dell’Olanda, dall’area Friesland. Questo grande cavallo di circa 1,80 al garrese aveva il tradizionale colore nero con una sola piccola stella appena visibile sulla fronte.

Questa razza si è sviluppata dai tempi dei Romani ed era conosciuta per la maneggevolezza durante le battaglie (per questo ho fatto riferimento al grande cavallo di Alessandro Magno). Osservare questo Frisone mentre veniva cavalcato è stata una vera esperienza meravigliosa. La grazia di questo grande cavallo di appena 4 anni è stata più che impressionante, con una splendida andatura sia nel trotto lento che in quello veloce. Vedere questo cavallo galoppare nella campagna è ancora un sogno.

Siamo tornati al ristorante Il Felcino per pranzo, notando che il cuore di questo luogo è l’allevamento di Chianina, la bianca bestia dell’Umbria e dei dintorni sin dal tempo degli Etruschi. Le zuppe di verdure per la cucina crescono tutte nell’orto della fattoria.

Mente noi abbiamo scelto le zuppe locali e le salsicce fatte in casa con verdure grigliate, gli altri commensali avevano programmato un vero “pranzo della domenica”. Ho osservato con attenzione Giusy che cucinava un taglio di Fiorentina spesso quasi 4 centimetri. La scelta della giusta brace è il segreto della cottura: dopo aver pazientemente selezionato i giusti tizzoni per ‘sigillare’ immediatamente il sapore della carne su un lato, il secondo ha bisogno di una brace meno potente. La bistecca (per quattro persone) è stata poi tagliata, per mostrare il cuore “al sangue”, eppoi ricomposta per essere servita ai commensali felici.

Tornando al mio del pranzo, non ho sofferto molto di gelosia è ho goduto del piacere di un delicato vino rosso della casa. La prossima volta abbiamo intenzione di trascorrere qui la notte così da prolungare il piacere del pranzo fino a sera senza la pressione dei seppur brevi 90 minuti di guida per tornare a Roma.

Il Felcino è particolarmente adatto per soggiorni di famiglie con appartamenti spaziosi in stile umbro – toscano.