Sin da piccole siamo cresciute con il claim “un diamante è per sempre” ma di recente il fascino di questa frase è diminuito con la consapevolezza di quello che alcune volte c’è dietro l’industria mineraria. E allora per molti fidanzati è iniziata la ricerca di diamanti etici e gioielli etici.

Donne e gioielli sono un binomio indubitabile. Non importa se il gioiello sia d’oro, di legno, con diamanti e pietre preziose, con conchiglie o fatto intrecciando piante, il corpo femminile si è sempre abbellito con monili. I corredi ritrovati nelle tombe di tutto il mondo testimoniano questa “necessità”.

La storia dell’anello di fidanzamento, poi, è molto antica e risale all’antico Egitto dove gli sposi si scambiavano anelli, prima di giunco eppoi d’oro, come simbolo di amore perenne. Il cerchio rappresenta, infatti, proprio l’eternità. I romani riprendono la tradizione ma la rendono più vicina ad una transazione commerciale in cui la donna passa dal padre al marito grazie alla dote, e l’anello suggella questo passaggio.

La diffusione di anelli di fidanzamento con pietre come il diamante è più recente e in parte è dovuta proprio a claim come quello riportato e ad un uso massiccio del marketing e della pubblicità da parte delle grandi imprese.

Ma come Hollywood ha promosso gli anelli di fidanzamento, oggi Hollywood denuncia il sangue dietro alle miniere di diamanti in film come “Blood Diamond” e suggerisce l’uso di diamanti etici.

Leonardo di Caprio, da sempre in prima linea nella sostenibilità con la sua fondazione, ha finanziato una impresa che produce diamanti etici made in California, la Diamond Foundry. L’impresa è un gioiello tecnologico e coniuga arte e tecnologia e nasce da una collaborazione fra la scienza del MIT e lo spirito imprenditoriale di Leonardo di Caprio.

In natura un diamante si forma in condizioni di altissima temperatura e pressione e la tradizionale industria dei diamanti sintetici usa queste condizioni. L’innovazione della qualità di questi diamanti per gioielli è data dall’uso del plasma per far crescere diamanti su uno substrato di diamanti eppoi di riusare i diamanti naturali.

E’ molto interessante notare anche il modo in cui sono stati coinvolti tanti giovani artisti ed artigiani nella creazione dei gioielli promossi e venduti sul sito e il modo etico con il quale vengono remunerati.

Un altro modo di avere diamanti etici viene dalla Svizzera, un sistema veramente particolare. La società Algordanza, che in romancio vuol dire ricordo, ricava diamanti dalle ceneri dei defunti (con colore che varia in funzione del bario nelle ossa). Il risultato non è puro come quello californiano ma le pietre Made in Swiss che racchiudono le ceneri dei nostri cari si stanno rapidamente diffondendo nel mondo.

Arte e tecnologia etica, a nostro avviso, potrebbero anche essere lette in altro modo e fra i gioielli etici vorremo segnalare la collana ‘living jewellery’ con la fotosintesi prodotta da Energitismo e D’orica . Un prezioso gioiello in cui le pietre sono sostituite da celle solari che producono energia emulando la fotosintesi clorofilliana delle piante. Il risultato è sorprendente e l’energia prodotta alimenta una luce led in un pendente che si accende secondo il battito cardiaco e che si riflette in centinaia di sferette d’oro sfaccettate come diamanti (etici).