Il mio tour del pomeriggio con Giancarlo Flavi, nel penultimo giorno dell’anno, mi porta sulle montagne dei Simbruini nel Parco Regionale, attraverso i vigneti Cesanese del Piglio e le alte pianure del Arcinazzo, per sentire le Cornamuse scozzesi a Trevi nel Lazio, una cittadina ciociara appollaiata a 820 metri nell’alta valle dell’Aniene lungo la vecchia strada romana verso l’Abruzzo.

Arriamo ​​vicino al tramonto, con la temperatura che si era assestata temporaneamente intorno allo zero e il cielo che variava da un arancio brillante a ovest e un profondo e avvolgente grigio-blu ad est. La nostra destinazione era il Castello Caetani, la fortezza originale che ha preso nome dal cardinale Francesco Caetani, il nipote di papa Bonifacio VIII che ha acquisito la fortezza nel 1297.

Siamo arrivati ​​all’unisono con il Sindaco che ci ha accolti calorosamente e ci ha portato per le scale attraverso il centro storico fino alla Civita, seduta sulla acropoli. Era ancora troppo presto per vivere l’atmosfera dei lampioni ‘Vittoriani’, così tipici delle città collinari in Ciociaria.

La forma quadrata del castello con le torri svettanti verso il cielo serale con i loro merli appare come un potente ricordo di un forte passato militare.

Il castello è stato restaurato circa 30 anni fa e oggi siamo saliti sui circa 120 gradini fino al livello più alto per uscire dalla scala a chiocciola nel crepuscolo che mi ha portato un piccolo brivido: uno spettacolo impressionante. La vista spazia dalle cime delle montagne fino alle città e alla pianura. Occasionalmente ascoltavamo i suoni ossessionanti di cornamuse che sgorgavano fuori del grembo del castello.

Sono stato catapultato a ricordare con nostalgia i miei giorni a scuola al Collegio Scozzese a Sydney durante il mio ultimo anno nel 1964, quando ogni mattina una banda di cento fra zampognari, suonatori di tamburo e tube faceva pratica nell’Ovale o nel piazzale della scuola.

Mi sono ricordato anche di quando l’ampia strada principale davanti alla scuola di Bellevue Hill era stata bloccata dal ‘Sarge’ (il sergente di noi studenti) per far marciare la band in file di sei, ispirandomi sensazioni che ancora mi rimangono. Mi sono anche ricordato del battere dei tamburi per il ritiro e l’orgoglio delle centinaia di cadetti della scuola militare (Esercito, Aeronautica e Marina) la maggior dei quali indossava kilt in Blackwatch tartan, e l’orgoglio dei pochi di noi che mostravamo la spada cerimoniale da parata.

Ora torno a quasi 52 anni dopo, al Castello Caetani e alle cornamuse scozzesi di Trevi nel Lazio, e ci siamo uniti alla gente del posto e ad alcuni turisti ad ascoltare i due suonatori di cornamusa di Roma che mi riportavano le vecchie arie, come Amazing Grace intramezzandole con pezzi più moderni. I suonatori davano spiegazioni dettagliate dello strumento e della tecnica in italiano-romano, sorprendenti per un orecchio allenato a scuola a decifrare frasi scozzesi.

I suonatori di cornamuse indossavano i loro abiti tradizionali delle Highlands, kilt con sporran (borselli). Ho notato un colore insolito del tartan e ho cercato maggiori dettagli. Questo è il tartan ufficiale della banda del Comune di Roma, che per un uomo di origini scozzesi, mi rende orgoglioso che gli scozzesi hanno raggiunto una tale posizione nella città eterna. Lo sfondo del tartan è nero e blu che sono i colori della nazionale italiana di calcio. Il giallo è per l’oro del Vaticano e arancio e marrone sono i colori ufficiali di Roma.

Il piacere dei tanti brani con le cornamuse è seguito dall’imparare alcune storie della città attraverso le foto del museo e della mostra di artigiani, accompagnato da ciambelline, tè e un bicchiere di Cesanese del Piglio. Sono stato ricompensato dal ricevere alcuni splendidi opuscoli sui Simbruini che ora attendono pazientemente la mia traduzione.

Poi, con un arrivederci ai nuovi amici trovati, siamo entrati nel cuore della serata di approfondimento per scoprire che l’universo ci aveva rubato altri 5 gradi durante questa piacevole soggiorno e che la gente del posto, in risposta aveva acceso un grande falò per ammorbidire la sera.

Non lasciare che l’arrivo del profondo inverno interferisca con una visita a Trevi nel Lazio e un giro nella Civita e nel Castello Caetani. C’è qualcosa di speciale in questa imponente architettura e nelle fredde pietre del castello in questo periodo.