E’ una calda serata di mezza estate di Luglio, non importa esattamente di quale anno, ma mi sembra che forse sia il 1611.

Siamo a Carpineto Romano, il feudo del Cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Papa Clemente VIII. Sua sorella, Donna Olimpia Aldobrandini, ha trasformato questo paese nel centro del suo “grande stato”, unendo i territori dei vicini comuni di Montelanico, Gorga, Gavignano e Maenza.

La nostra fortuna è quella di essere stati invitati ad una cena celebrativa nell’occasione della visita del Cardinale. E’ raro per noi umili cittadini del futuro, di essere trasportati indietro nel tempo e di condividere una cena con sua Eminenza. Eppure con circa altre 100 anime provenienti da varie ere, aspettiamo l’arrivo del seguito del Cardinale. Siamo all’entrata del Convento dei Frati Riformati collegato alla chiesa di San Pietro (da poco ultimai) e fra i favoriti del Cardinale.

Carpineto si trova fra due ‘gobbe di cammello’ e da qualsiasi parte guardiamo dal colle della chiesa, ad eccezione della valle verso Montelanico, le montagne ci sovrastano come torri.

Al crepuscolo ci hanno fatti entrare nel chiostro e le pareti di questa piazza ci hanno immediatamente avvolto. Si tratta di un alto edificio a due piani con le finestre del secondo piano che si aprono sul cortile. Abbiamo lasciato la natura e ora il nostro mondo è quello monastico. Nessun pensiero delle gioie della natura può nascere in questo luogo studiato per le anime che cercano Dio, magari volgendo il loro sguardo verso il cielo. Il periodo è quello barocco, ma lo stile ha evitato la sua influenza in questo chiostro. Ma non siamo qui per una lezione di stili architettonici.

Una fanfara suona ed entra il corteo del Cardinale. Donna Olimpia con il suo secondo marito, governatori, signore, e, interessante, Frati Riformati dell’ordine dei Francescani. Ci sentiamo proprio dei comuni montali nei nostri vestiti a confronto con le vesti della famiglia Aldobrandini e del suo seguito, ma siamo più comodi con i fratelli francescani e la servitù.

La cena inizia dopo l’oscurità con i tradizionali antipasti Lepini, lardo di Carpineto e ricotta di Amaseno, cipolle arrostite e formaggio Lepino, accompagnato da un vino rosso corposo delle vigne dei papi. Quando il vino inizia a scorrere viene servito il primo piatto, una grande scodella di polenta con maiale, salsicce e funghi porcini che lascia molti di noi sazi.

Gli intrattenimenti sono iniziati con un gruppo di quattro sbandieratori che hanno fatto fare una incredibile serie di voli aerei alle loro bandiere. Una commedia teatrale, poi, si faceva gioco dei personaggi politici e degli ospiti, anche quelli oggetti di beffe amichevoli.

Mentre la festa proseguiva con arrosto di maiale e patate, l’orologio ha segnato un’ora ammaliante e gli ospiti si alzavano completamente sazi, anche se continuava ancora il fluire di cibo dai cuochi per soddisfare il palato di molti contadini locali.
Aspettiamo di ritornare dal Cardinale nei suoi appartamenti in Carpineto il prossimo anno, come in un ‘giorno della marmotta’.

‘da un cittadino del XVII secolo’