Secondo un’indagine apparsa sul DailyMail, un adulto può passare in media anche sei settimane senza scrivere qualcosa a mano. Sembra impossibile … E’ un bene o un male?

La scrittura a mano, specialmente quella in corsivo, è la prima espressione artistica di ognuno di noi e rivela i tratti del nostro essere. Non a caso i calligrafi sono anche psicologi e nel passato ricoprivano un ruolo molto importante nelle ricerche poliziesche.

E oggi: nostalgia o arte da riscoprire?

Le lettere legate tra loro riproducono il ritmo del pensiero e rivelano lo stato psicologico mentre l’attività motoria della mano attiva particolari aree del cervello che aiutano il riconoscimento visivo dei concetti scritti. Scrivere a mano aiuta a mantenere il cervello attivo e sollecita la creatività.

Il primo ad aver descritto un ruolo moderno della calligrafia è stato Steve Jobs. Nella sua biografia si legge come la sua vita sia cambiata proprio grazie ad un corso di calligrafia durante il quale è venuto in contatto con i diversi modi di espressione grafica delle parole. Esiste un linguaggio dei segni grafici e le scelte tipografiche sottolineano questo messaggio.

Ma la scrittura manuale è qualcosa di più: è una forma d’artigianato. E proprio come si cerca l’esclusività in oggetti realizzati a mano, così c’è il piacere di comunicare qualcosa di speciale in modo unico e personalizzato.

Ora la calligrafia sta conoscendo una nuova stagione di gloria e con essa il gusto di selezionare la giusta carta, il giusto inchiostro o la giusta matita.

Tornare a scrivere una lettera a mano, o iniziare a scrivere a mano, significa per prima cosa comunicare qualcosa di speciale. Il primo messaggio è proprio il mezzo di comunicazione!