Un borgo medioevale, una degustazione di vini selezionati, musica jazz, assaggi di prodotti locali, musica folk, panorama mozzafiato, strade e palazzi in pietra bianca che riflettono la luna. Tutto questo nella notte di Calici nel Borgo a Gavignano.

Di fronte a tanta perfezione, l’unico dubbio che viene è quale vino è più adatto al jazz e quale al salterello. E’ meglio ascoltare il jazz con un prosecco, un vino bianco fresco o un corposo rosso? Perché certamente il jazz è più da aperitivo mentre la danza è un dopocena che continua fino a notte fonda.

Questa è la magia che si ripete ogni anno a Gavignano per un numero ristretto di persone, quelle che possono entrare nel borgo antico. I viottoli si animano con una raffinata degustazione di vini e prodotti locali, accompagnata da diversi gruppi di musica dal vivo che si esibiscono nelle due piazze e nelle terrazze che dominano la Valle del Sacco.

E’ una di quelle serate che ti penetrano nel sangue e ti lasciano un ricordo che dura una vita. Tutto è perfetto: il borgo, la selezione di vini e le note musicali che sottolineano i diversi stati d’animo. Ma andiamo per gradi.

Il primo ingrediente della serata è Gavignano: un paese che occupa tutta la sommità di una collina. Il centro storico è come un ‘occhio allungato’ e non è accessibile alle auto. Si entra da una porta e ci si incammina in viottoli e scale di pietra che hanno un fascino particolare.

Non ci sono i mattoni della Toscana, qui la poesia del passato è diversa: più asciutta e vera. Le strade e le case, infatti, sono fatte con calcare bianco locale, talvolta lavorato con qualche inserto di pietra vulcanica scura, e l’effetto finale è quello di una immersione totale nella storia medioevale.

Qui è nato uno dei papi più interessanti della storia pontificia, Papa Innocenzo III che ha dovuto accettare la riforma morale di San Francesco e l’indipendenza inglese dei baroni della Magna Charta ai tempi di Giovanni Senza Terra. Su questi viottoli passeggiava il re di Polonia che studiava la cultura scientifica nella prima metà del Settecento.

Il secondo componente della serata è il vino selezionato da esperti che scelgono piccole produzioni di nicchia. Vini locali ma anche da altre zone speciali italiane. Il percorso parte con un prosecco di avvio, continua con i bianchi e i arriva infine ai corposi rossi. Un crescendo accompagnato da assaggi di prodotti selezionati per la qualità e l’attenzione con cui sono stati prodotti.

Poi c’è la musica, da sempre parte integrante della magia della serata e le note si diffondono lungo i vicoli rimbalzano da una casa di pietra all’altra. Sin dalla prima edizione, la festa di Gavignano è stata affiancata dai ‘Parquaria’, che prende il nome da una fontana e in dialetto locale vuol dire ‘incontro’, un gruppo di musica folk che ha ripreso le tradizioni del salterello e delle ballate. Vengono da Montelanico, e da molti anni si riuniscono per riscoprire le tradizioni.

Non si può non essere travolti dalla loro potenza e gioia. Il salterello è decisamente più efficace della ‘taranta’ e le gambe non possono non seguire i ritmi, i piedi semplicemente non riescono a stare attaccati a terra e iniziano a ‘saltare’. Se le vostre mani non vanno sui fianchi e non iniziano a scandire i ritmi indiavolati, allora avete problemi.

Il jazz è diverso. Serve per preparare alla notte, si sposa con la luna e con i pensieri che vagano fra le luci lontane della vallata. Vanno in profondità nell’animo.

Ora devo prendere una grande decisione. Abbino il fresco vino bianco con il jazz o con il salterello? Si danza meglio con il rosso?

Ho deciso! Prima le bollicine del prosecco per preparare l’atmosfera e iniziare la serata con un brindisi gioioso. Poi un vino rosso che posso gustare stretto nelle mani mentre ascolto il jazz e cerco di riconoscere tutti i comuni della valle riflettendo sulla bellezza della vita. Infine un fresco vino bianco tra un ballo e un altro per rinfrescarmi.

E nel frattempo cercherò di capire ca e se mai abbia ballato in piazza al suono di qualche gruppo dell’epoca. Quanta magia in questo connubio di emozioni che soddisfa la mente, il cuore e la pancia!

Foto di Fernando Conti.