Salon Lecce 2015, il ventesimo Incontro dei Pittori Decorativi Internazionali, si terrà a Lecce dal 21 al 24 maggio. Qui i migliori affrescatori, gli emuli della grande arte rinascimentale, incontrano gli artisti del colore, condividono esperienze, sfide, risultati e tecniche.

Che dire di Lecce, perché è così interessante per gli artisti?

Fin dall’antichità, c’è stata civiltà nei pressi di Lecce. L’insediamento iniziale era probabilmente di origine cretese, in ogni caso greco. Circa mille anni dopo la sua fondazione, l’imperatore Adriano spostò il centro di Lecce per ragioni poco chiare. Tuttavia, vi costruì uno stadio di 25.000 posti utilizzato ancora oggi per gli spettacoli.

Da una prospettiva moderna, le antichità greche e romane non sono così rilevanti come lo è stato l’impatto del Barocco dal sedicesimo al diciottesimo secolo. Lecce e Barocco sono praticamente sinonimi: ma perché? È interessante notare che i palazzi di Lecce sono giallognoli: il colore della locale pietra calcarea. Questa pietra calcarea rappresenta il maggior materiale di costruzione ed esportazione di tutta la provincia di Lecce.

Cosa c’è di speciale nell’uso di questo materiale? Per capirlo basta incantarsi di fronte alle esotiche sculture barocche presenti nella maggior parte degli edifici della città. Scolpire queste complesse forme, figure e strutture richiederebbe grandi sforzi e tempi lunghi se non ci fosse in realtà qualcosa che facilita il lavoro. E c’è: la pietra calcarea. È forte abbastanza per gli edifici ma molto morbida e facile da intagliare per la scultura. Quindi gli architetti e gli artisti di Lecce sono stati avvantaggiati dalla natura locale.

Tuttavia, mentre è ampliamente ornata da sculture, Lecce non è rinomata per i dipinti murali e gli affreschi, così comuni al nord e oggetto del “Salon Lecce”. Forse semplicemente perché gli architetti barocchi non avevano bisogno di ulteriori ornamenti, all’interno o all’esterno?

Cosa impareranno gli artisti decorativi al Salon Lecce delle sfide poste dalla pietra locale, e come si approcceranno alla sua speciale consistenza e porosità? Lo faranno con verve o declineranno educatamente la sfida lasciando la pietra di Lecce libera di continuare a esporsi nuda?

Uno tra questi pittori decorativi che probabilmente accetterà la sfida di abbellire la pietra di Lecce è Paolo Bellò, l’artista murale Veneto la cui esperienza nelle tecniche di pittura su diverse superfici l’ha reso famoso tra i proprietari di ville e palazzi nel Veneto. Paolo ha una passione per l’arte murale e in particolare per l’espressione della bellezza femminile in questo formato. Nel frattempo, crea dipinti su tela portatili per mostrare la sua abilità artistica con l’olio, la tempera o altri dei diversi medium artistici.

Non vediamo l’ora di avere l’opportunità di ammirare e confrontare le opere esposte all’incontro di pittori decorativi del Salon Lecce e di intervistare Paolo nel corso dell’evento.