Una spettacolare Terrazza su Roma per il museo dedicato al maestro Robazza a Rocca Priora, un paese che dalla sua cima continua a svolgere il suo ruolo di sentinella di Roma.

Si arriva a Rocca Priora percorrendo l’antica via Latina e si viene rapiti dalla bellezza della natura, un quadro perfetto di colori, alberi, castelli e un imponente cavallo rampante. Una grande scultura bianca realizzata dal Maestro Mario Benedetto Robazza.

Facendoci guidare dal maestoso cavallo bianco iniziamo un viaggio nell’arte di Rocca Priora. La villa del Maestro Robazza, il suo rifugio fresco nelle caldi estate romane, è stata trasformata in una galleria d’arte: blocchi di marmo prendono forma in ogni angolo e grandi tele colorate che occupano tutte le pareti.

Incontro il Maestro Robazza mentre sta creando una nuova opera. L’energia dei movimenti mette in risalto ogni muscolo del suo braccio e l’espressione del suo viso mi lascia sorpresa: un uomo di ottantadue anni con una grinta e un entusiasmo di un fanciullo!!!!

Lo ascolto e la sua storia mi cattura. Inizia come “orfano di guerra” e conduce una vita di stenti che lo forgia e lo fa diventare un uomo di successo internazionale. Sofferenze, dolore, lotta per la sopravvivenza … le sue mani fin da bambino plasmavano ogni materiale per arrivare a soddisfare il suo spirito creativo.

Per avere una vita più dignitosa ha vissuto di piccoli e grandi espedienti, come quando da bambino con la creta del Tevere produceva piccoli presepi da rivendere ai turisti a piazza Navona.

Ad un certo punto diventa gemmologo in Belgio e la sua vita cambia: finalmente ha la libertà di tornare alla sua passione: l’arte. Le sue opere arrivano in tutto il mondo e Robazza ne dona alcune a Rocca Priora alla quale è legato in modo speciale. Tutto nasce da una promessa a chi lo aveva aiutato nei momenti difficili e che ancora guida le sue scelte:

Se diventerò qualcuno farò qualcosa di unico per il tuo paese.

Oggi Rocca Priora risponde alla sua generosità con un museo e una splendida Terrazza su Roma con una vista unica. Cavalli rampanti, busti di marmo, figure di donne e infine la sua opera più imponente e più importante, l’inferno di Dante, saranno visibili a tutti.

L’inferno è maestoso, ha fatto il giro del mondo ed è tornato a Rocca Priora: 18 pannelli in marmo resina che raccontano il viaggio di Dante e Virgilio attraverso l’inferno. Mi piace già immaginare intere scolaresche che si avvicinano per la prima volta con entusiasmo all’opera dantesca: spettatori attivi di un viaggio attraverso l’inferno, superando i gironi fino a “riveder le stelle”.

Non potevo lasciarla lontana! questo è il posto ideale così quando sentirò il desiderio di vederla, di toccarla, potrò farlo senza percorrere tanta strada.

Intanto ci deliziamo passeggiando lungo i vicoli di Rocca Priora ammirando: la Fontana con il “Narciso” che si specchia nelle acque, la Via Crucis scolpita nel bronzo e “Il Trionfo del Bene” con la sua bella e curiosa storia.

Questa opera era il “cancello” della sua villa di Rocca Priora che aveva venduto in un momento di rabbia e che oggi è stato trasformato in una fontana nell’antico borgo.

 

Foto di Chiara Rufini