Per fare una gita panoramica, si può arrivare nell’antica Anagni da Roma lungo la via Casilina passando per Colleferro e poi seguendo le indicazioni. A piedi nella storia di Anagni significa camminare a ritroso nel tempo.

Si inizia da Porta Romana (o, più precisamente Porta Cerere in onore della dea delle messi), dove si attraversa la porta cercando di decifrare la citazione, e si inizia il nostro percorso nella storia di Anagni a piedi.

Per noi è stata una bella domenica mattina autunnale, ancora senza freddo, quando abbiamo iniziato lungo la strada principale di Via Vittorio Emanuele (come spesso vengono chiamate queste vie in Italia). Appena la strada si restringe, il sole scompare e vaghiamo nell’ombra.

Gli edifici in questa zona di Anagni sono del 17° secolo e, in combinazione con una leggera curva della strada, mi hanno ricordato le strade di Vicenza dalla piazza della basilica del Palladio fiancheggiate da palazzi di famiglia, ma non così eleganti. A destra e a sinistra abbastanza regolarmente si incontrano vicoli e rampe di scale poco profonde che salgono a sinistra e scendono a destra.

Guardiamo giù attraverso gli archi passanti tra i vecchi edifici e i vasi di fiori appesi, registrando l’ultimo scorcio di una passata estate, con in fondo un brillante cielo blu soleggiato che crea una un’immagine vivente di una scena che ci si aspetterebbe di trovare solo nei dipinti rinascimentali.

Poco più avanti, a destra, si passa Piazza Perfetti con il suo paradosso: un ristorante in stile americano su un lato e un ristorante storico artigianale La Ciociara, più di nostro gusto, sulla destra. Di tanto in tanto sulla sinistra si possono trovare interessanti laboratori e punti vendita di orgogliosi artigiani ciociari specializzati in gioielli, oggetti religiosi e ornamenti.

Usciamo dal modo ombreggiato ed entriamo in Piazza Cavour con i suoi giardini e la vista sulla valle del Sacco, su Sgurgola e, sopra tutti, sui monti Lepini. Due gemelle di circa 4 anni stanno giocando sull’erba del parco sotto il monumento, mentre i loro genitori si rilassano su una panchina – una scena tranquilla che si unisce a quella della vallata sottostante.

Tornando al nostro giro a piedi nella storia di Anagni, si nota che molte delle pietre dei palazzi sono state corrose nel corso dei secoli: il fumo degli incendi dell’umanità lascia il segno quando è condensato sulle pareti delle nostre città. Ma questo è un dettaglio comune in tutta Europa negli ultimi 1000 anni.

Uscendo dalla zona assolata ci dirigiamo su per il pendio verso la città medievale passando, ma non in questa occasione, per ‘Del Gallo’ il più antico ristorante della città. Sulla sinistra ci sono le splendide arcate “più moderne” del Municipio che, curiosamente, non occupa una sua propria piazza. Su e giù in quasi ogni vicolo c’è una sorpresa: un giardino, un ristorante o una caratteristica architettonica.

Camminiamo lentamente per gustare le particolarità prima di entrare nel borgo medievale. Non lontano dalla piazza della cattedrale si trova Carlo Turri, un notevole artigiano di legno tarsiato il cui laboratorio merita una visita.

In questo giro di Anagni a piedi non ci sono reminiscenze della storia antica etrusca o romana di questa città. Eppure, in quel periodo gli imperatori romani avevano realizzato che, come sperimentiamo, l’aria fresca di Anagni fa respirare salute. In seguito, dal X secolo, tutti i Papi che volevano sfuggire all’aria opprimente di Roma in estate per località più fresche come Anagni.

La cattedrale di Anagni, iniziata nel secolo XI in stile romanico sotto l’autorità del vescovo di Salerno, è di recente stata de-restaurata per recuperare quello stile originario che può essere concepito come il più lontano possibile dal barocco.

Gli affreschi rappresentano una eccellente arte bizantina e i pavimenti a mosaico prodotti dalla famiglia dei Cosmati sono originali del 13° secolo. Il campanile in piedi di fronte alla cattedrale ci ricorda la storia dei terremoti di queste montagne e infatti ogni suo livello è stretto da catene.

Ci viene ricordato che Anagni ha dato natali a quattro papi nel finale del 13° secolo con Bonifacio VIII, che è stato oggetto della ‘Schiaffo di Anagni’, un record riportato da una citazione di Dante sopra Porta Cerere.

A riportarci ai giorni nostri, in un angolo dei della piazza del duomo troviamo due statue del famoso scultore italiano Tommaso Gismondi, la cui bottega è diventata il suo museo appena dietro una straordinaria porta scolpita.

Abbiamo passato diversi ristoranti specializzati in cucina ciociara nel nostro giro nella storia di Anagni a piedi e ora, tornando sui nostri passi fino ai giorni nostri, è il momento di sceglierne uno per pranzo.